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Cerimonia per il quarto anniversario della morte di Donato Fezzuoglio

La cerimonia ha visto radunarsi in via Andreani, in un silenzio commosso, cittadini, carabinieri in picchetto ed i loro ufficiali, polizia municipale, il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti, il generale Claudio Curcio, comandante della Legione Umbria, e il colonnello Carlo Corbinelli, comandante provinciale dei carabinieri

Un momento della cerimonia

Un momento della cerimonia

Un cielo di piombo, gonfio di pioggia, ha reso se possibile ancora più triste la commemorazione di Donato Fezzuoglio, l’appuntato dei carabinieri ucciso il 30 gennaio del 2006 durante una rapina al Monte dei Paschi di Siena. Ma la tristezza, moto spontaneo nel ricordare un giovane uomo in divisa, sposato e padre di un bimbo nato da poco, morto nel fare il suo dovere, non ha rubato spazio alla dignità di una cerimonia che ha visto radunarsi in via Andreani, in un silenzio commosso, cittadini, carabinieri in picchetto ed i loro ufficiali, polizia municipale, il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti, politici di maggioranza ed opposizione, rappresentanti delle associazioni d’arma. Tra loro, piena di dignità, la vedova di Fezzuoglio, Manuela Becchetti ed il figlio, il piccolo Michele; quindi il fratello di Donato, Mario, gli amici più cari. Dietro alla corona di alloro, deposta davanti alla targa di pietra che ricorda il sacrificio dell’appuntato, il generale Claudio Curcio comandante della Legione Umbria ed il colonnello Carlo Corbinelli, comandante provinciale; al loro fianco il sindaco e la vedova, uniti nel saluto a colui che lo stesso Corbinelli ha definito “un nostro indimenticato eroe”.

Un altro momento della cerimonia

Un altro momento della cerimonia

In questi giorni, fortemente sospettato dell’omicidio di Fezzuoglio, è alla sbarra Raffaele Arzu, bandito sardo tra i più pericolosi d’Italia, recentemente arrestato dai carabinieri dopo anni di caccia senza tregua. Il colonnello Corbinelli non si è sbottonato sulle indagini: “Abbiamo lavorato alacremente - dice – e continueremo a farlo senza escludere nulla, pur di consegnare alla giustizia chi ha ucciso Fezzuoglio. La pista sarda ci fa comunque sperare in una rapida conclusione delle indagini”. Una speranza condivisa da Manuela Becchetti, che rimarca ancora una volta quanto l’Arma e le istituzioni le siano state vicine, insieme al desiderio di vedere presto, dietro le sbarre, gli assassini del marito. Parole intense anche dal sindaco Giulietti, che ha concluso: “Donato era un uomo valoroso. Il suo gesto ci rende orgogliosi di essere italiani ed umbertidesi”. Una corona di alloro è stata deposta nel luogo di via Andreani dove è caduto e dove una lapide ricorda l'avvenimento dell'uccisione del carabiniere Donato Fezzuoglio. Sabato 30 gennaio cadeva il quarto anniversario della morte. Al termine della breve ma intensa cerimonia, tutti si sono spostati presso la chiesa di Cristo Risorto, dove è stata celebrata una messa di suffragio dal Vescovo diocesano, monsignor Mario Ceccobelli. A Donato Fezzuoglio, che aveva 30 anni quando è stato ucciso, è stata conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria" , le cui motivazioni sono anche stampate sulla targa della caserma: “Fulgido esempio di elette virtù militari ed altissimo senso del dovere, spinti fino all'estremo sacrificio". Le istituzioni agiscono per contrastare il dilagare della criminalità e per garantire un futuro sereno alle nuove generazioni, conciliando i diritti dei singoli con le esigenze di tutela dei cittadini. Donato Fezzuoglio ha saputo interpretare questi sentimenti, donando la vita per la tutela dei valori della democrazia e della sua gente.