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"Dediche al Teatro dei Riuniti": tre giorni di apertura libera del nostro teatro che celebra il ventennale

Lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 novembre Umbertide celebra il ventennale della riapertura del Teatro dei Riuniti. Le dediche degli artisti esibiti sul palco dei Riuniti sono state raccolte in un libro, insieme alle immagini, che si intitola “Dediche al Teatro dei Riuniti”, presentato presso la sala del Consiglio comunale lunedì scorso.

Le foto della presentazione presso la sala del Consiglio comunale

Le foto della presentazione presso la sala del Consiglio comunale

Accuratamente restaurato, è stato restituito al suo antico splendore e inaugurato l'11 aprile del 1990, quando il tenore Giuseppe di Stefano vi si esibì per primo emozionando il pubblico con la sua calda voce. Da allora, importanti compagnie, attori tra i più bravi e famosi, personalità eccezionali del teatro hanno calcato le tavole del suo palcoscenico, dando inizio a una serie di stagioni di alto livello, sapientemente organizzate con sforzo e passione dall'Accademia dei Riuniti. Pensiamo a mostri sacri come Ernesto Calindri, Paola Borboni, Dario Fo. Le sensazioni, le emozioni degli attori passati attraverso le scene del Teatro dei Riuniti, scritte a caldo dopo lo spettacolo, sono ora racchiuse in questo volume a testimonianza particolare ed insolita di venti anni di attività. Un excursus di due decenni di teatro italiano ad Umbertide. Il primo a firmare il registro e ad inaugurare questa consuetudine fu Warner Bentivegna, il 13 febbraio del 1991. È forse un caso unico che un attore dedichi una riflessione, un giudizio, una frase ad un teatro in cui ha recitato; registri con dediche si trovano di solito in altri locali e in altre situazioni. Il fatto che un artista teatrale scriva testimonianze così sentite sull'esperienza avuta con il Teatro dei Riuniti ed il pubblico di Umbertide è a prova del calore ricevuto nel rapporto con gli spettatori. Tutte queste dediche sono state raccolte in un libro, insieme alle immagini, che si intitola “Dediche al Teatro dei Riuniti”, presentato presso la sala del Consiglio comunale lunedì scorso. Il sindaco Giampiero Giulietti, presente all'evento insieme all'assessore alla Cultura Stefania Bagnini, ha così presentato l'evento: “Quello che ognuno ha notato in questi 20 anni è che, essendo questo un teatro di piccole dimensioni, l'attore è posto in mezzo alla gente, quasi a contatto, in un'atmosfera intima e raccolta. E il rapporto con gli attori è più diretto, familiare, di intesa. Nel libro si avverte questo legame particolare tra spettatori ed attori: quasi un prolungamento ideale del contatto di scena. Ciò fa pensare che l'antico rapporto fra attore e spettatore sia ancora vivo nonostante la presenza sempre più diffusa di mezzi più freddi e indiretti. L'eccessiva consuetudine con la televisione, ad esempio, porta a sentire l'attore e l'azione scenica come filtrati da uno schermo. Il teatro, invece, è calore, odore, fatica, impegno che si trasmette dall'attore al pubblico. Nell'Ottocento, e fino alla metà del secolo passato, le compagnie di giro si fermavano ad Umbertide alcuni giorni. A volte, per parti minori, venivano addirittura ingaggiati attori locali. Nelle rappresentazioni di grandi opere, poi (come nella stagione invernale del Teatro dei Riuniti del 1871 in cui fu rappresentata "La Traviata" con enorme successo, tanto da richiedere ben tredici repliche), venivano impiegati molti musicisti di Umbertide. Non era raro il caso che gli attori familiarizzassero con le gente; era vivo il contatto tra artisti e persone del paese che vedevano questi nei panni di persone comuni. Attraverso le dediche del libro sembra rinnovarsi questo rapporto che va oltre lo spettacolo, nei pensieri scritti su queste pagine viene in luce l'emozione, la sfera intima dell'attore. Il motivo principale è che il Teatro dei Riuniti, a differenza degli altri teatri condotti da soggetti che privilegiano l'aspetto imprenditoriale, è gestito da una compagnia teatrale, da persone che praticano il teatro, da gente del mestiere che parla lo stesso linguaggio degli attori. Nel complimentarmi con l'Accademia dei Riuniti e con il suo direttore artistico Achille Roselletti per la brillante idea di questo libro, auguro di continuare con successo il loro impegno culturale che ha prodotto eccellenti risultati, dando lustro alla nostra città”.

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A dirigere in questi 20 anni il teatro è stato Achille Roselletti: “Ci sono mestieri che non ti insegna nessuno: tra questi sicuramente quello di direttore artistico di un teatro. Quando 20 anni fa mi fu proposto, appunto, di dirigere il rinnovato Teatro dei Riuniti il cuore danzava fra la felicità e lo sgomento. Felicità perché dopo oltre mezzo secolo di silenzio Umbertide si riappropriava del proprio Teatro e l'onore di dirigerlo toccava proprio a me. Sgomento perché - in tutta franchezza e nonostante dal momento dell'inaugurazione avessi già maturato 25 anni di esperienza teatrale come attore e regista - non sapevo da dove cominciare, cosa rappresentare, quali spettacoli scegliere, come organizzare un cartellone, come contattare le compagnie, quale indirizzo artistico dare a quello che doveva essere (come effettivamente poi si è rivelato) il "contenitore" più prestigioso - sia dal punto di vista culturale che architettonico - del nostro comune. Non avendo un punto di riferimento preciso, cominciai con l'ascoltare. Ascoltare la gente, ascoltare quelli che a teatro ci andavano e quelli che a teatro non c'erano mai stati, cercare di capire interessi, motivazioni, gusti, tendenze... ascoltare quindi, ma senza dimenticare mai che, come ebbe a dire Vittorio Gassman - probabilmente il più grande attore del secolo scorso - "il teatro per essere davvero teatro deve sempre puzzare un po' di zolfo". Il giorno dell'inaugurazione si avvicinava velocissimo e con il cuore che batteva sempre tra l'eccitato e il disperato, preparai un programma nel cui titolo si potesse già delineare la linea di condotta del nostro teatro: "Umbertide si apre al teatro". L'idea era quella di offrire un'opportunità artistica ed una vetrina adeguata a tutti coloro - sia persone fisiche che associazioni culturali - che, nel nostro comune lavoravano o erano impegnate nel campo artistico e culturale. L'idea fu talmente vincente ed ebbe tale risonanza che una delegazione del teatro e dell'amministrazione comunale fu invitata al "Maurizio Costanzo Show" (che a quel tempo era sicuramente il programma più ascoltato della televisione) perché - come appunto disse Maurizio Costanzo - bisognava "far sapere a tutta l'Italia che in un momento in cui i teatri venivano chiusi e trasformati in jeanserie c'era un comune coraggioso che investiva in cultura". La trasmissione ci portò fortuna e da allora il "piccolo" Teatro dei Riuniti è diventato "grande" ospitando i più grandi nomi del teatro italiano. Il "miracolo era compiuto". Mi ricordo ancora l'obiezione che molti facevano - i primi anni - quando vedevano il nome di qualche grande attore o attrice in cartellone: "ma ci viene davvero?", oppure: "ma è proprio lui o ... ?". Ci sono venuti davvero ed erano proprio loro. Ed hanno lasciato anche il loro apprezzamento, per il nostro teatro e per il nostro pubblico”. 

 

 

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Adriano Bottaccioli è lo scenografo del Teatro dei Riuniti. Così lui ha raccontato questi 20 anni: “Assuefatti come siamo alla rutilante sequenza di immagini che ci propina ogni giorno la televisione, siamo sempre più inclini a pensare che ogni forma di spettacolo ruoti attorno a questo elettrodomestico entrato di prepotenza nelle nostre case, dimenticando che l'unica forma di rappresentazione che ha mantenuto integra la sua dignità nel tempo è proprio la più antica, cioè il teatro. Una premessa necessaria considerando che questa raccolta di dediche al Teatro dei Riuniti, oltre a sollecitare l'interesse di quanti ne hanno seguito l'attività in questi venti anni, costituisce una testimonianza inconsueta e senz'altro unica, del rapporto che ha significativamente coinvolto i tanti attori che hanno calcato il palcoscenico del nostro teatro e gli spettatori umbertidesi. Un rapporto che, complice l'atmosfera che si è venuta a creare ogni volta grazie alla bravura degli interpreti e la sensibilità del pubblico, è stata la naturale premessa a queste dediche che, nella loro schietta ed immediata concretezza, rappresentano il filo conduttore del libro e raccontano la storia recente di un teatro tornato, dopo decenni di inattività, ad esercitare il suo ruolo primitivo. Brevi frasi scritte quando, al termine di ogni spettacolo l'attore, spogliandosi delle vesti del personaggio interpretato, riprendeva i suoi connotati naturali ed era perciò in grado di valutare con obiettività i frutti del suo impegno e quanto profondamente aveva inciso la sua interpretazione sul pubblico. Dediche che hanno coinvolto di volta in volta il Teatro dei Riuniti: “...un piccolo gioiello dall'acustica perfetta”; “...gli spettatori, questo pubblico intelligente, caloroso e straordinario”; “...il direttore artistico e l'Accademia dei Riuniti: per l'amore che tutti impiegano nel gestirlo e buon ultima la città: è proprio una festa, questa Umbertide”. Particolarmente significativo il fatto che tanti rappresentanti del mondo dello spettacolo, senz'altro i più importanti e noti di questi ultimi decenni, abbiano contribuito ad arricchire, con le loro interpretazioni e la loro stessa presenza, il mondo culturale della nostra città”.

 

 

 

 

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Luciano Bettucci è il presidente dell'Accademia dei Riuniti, la compagnia che tante splendide opere ha rappresentato sul palco dei Riuniti, oltre a gestirlo: “Per l'amministrazione comunale recuperare e restituire alla città il Teatro dei Riuniti fu impresa meritoria e, sicuramente, storica. Ma appena recuperato al suo vecchio splendore il teatro, si poneva un problema: quello della gestione. Una gestione che fosse efficiente ed economica allo stesso tempo. Fu adottata la formula già sperimentata per gli impianti sportivi: affidarne la gestione agli utilizzatori. E casi il teatro e la relativa gestione vennero affidati con apposita convenzione all'Accademia dei Riuniti scegliendo come direttore artistico Achille Roselletti, già regista della compagnia. La scelta fu in un certo senso obbligata, dato che dal 1964, quando ancora il teatro era di là da venire, l'Accademia dei Riuniti aveva mantenuto accesa la "fiamma del teatro" a Umbertide facendo spettacoli nelle strade e nelle piazze della nostra città, organizzando festival e rassegne teatrali nell'allora casa del popolo o nella piazzetta delle Erbe. Questo legame che eravamo riusciti a mantenere con la popolazione fece anche sì che al momento dell'apertura del teatro il pubblico riempisse immediatamente la sala riconoscendo nei gestori anche i protagonisti della vita teatrale di Umbertide negli ultimi 50 anni. Questa è risultata la formula vincente. Una formula tanto efficiente ed economica al punto da essere indicata dalla regione come modello da esportare in altre realtà evitando che - come purtroppo succede per altre realtà teatrali dell'Umbria - i teatri rimanessero sostanzialmente chiusi. Una formula vincente non solo per Umbertide, ma per l'Accademia stessa che nel tempo è cresciuta in numero e in quantità di proposte teatrali, confermandosi una delle più importanti realtà del teatro amatoriale italiano. La partecipazione ai vari festival teatrali in Italia ed all'estero, i numerosi premi vinti con le nostre produzioni, gli scambi culturali che siamo riusciti a mettere in piedi con mezza Europa, la partecipazione dei singoli e del gruppo alle numerose fiction girate in Umbria, ovvero le co-produzioni che abbiamo messo in piedi con la Rai, ne sono concreta testimonianza”. Alcuni cenni storici rendono bene l'idea della storia del nostro teatro. Fu l'Accademia dei Riuniti che nel 1805 decise di affidare il progetto per l'edificazione di un teatro, sul luogo dove già esisteva una sala adibita a questo scopo, posta al piano terreno dell'edificio dove avevano sede gli uffici comunali. Poco tempo prima, infatti, il Comune aveva deciso di concedere in uso perpetuo al sodalizio culturale, operante nell'antica Fratta sin dal 1615, il terreno con l'edificio annesso. L'inaugurazione ufficiale avvenne probabilmente nel 1813 con il "Don Giovanni" d i Mozart ma si dà per certo che il teatro, ancora privo delle decorazioni pittoriche, fosse già stato utilizzato negli anni precedenti per rappresentazioni di opere in prosa di Voltaire e Goldoni. Per tutto il secolo, salvo periodi di chiusura dovuti al susseguirsi di eventi bellici o di sfavorevoli contingenze politiche, il Teatro dei Riuniti accolse numerose compagnie teatrali che rappresentarono opere in prosa, mentre quelle in musica prevalsero, grazie al grande interesse del pubblico per il melodramma, soprattutto nella seconda metà dell'Ottocento. Come altre istituzioni simili, il Teatro dei Riuniti divenne il fulcro della vita culturale e sociale di Umbertide e fu utilizzato anche per accogliere serate di ballo, tombole, spettacoli di arte circense, mimi, comici, oltre naturalmente le rappresentazioni della omonima Accademia di filodrammatici. Verso la fine del secolo le nuove disposizioni in materia di pubblica sicurezza costrinsero i gestori del teatro ad una serie di lavori e chiusure e successive riaperture fino a quella definitiva nel 1913. Da quel momento e per buona parte del periodo successivo caratterizzato dall'avvento del fascismo, il teatro, oltre ad accogliere le compagnie teatrali di giro con il loro tradizionale repertorio, ospitò le rappresentazioni di operette, gli spettacoli e i tradizionali veglioni di carnevale organizzati dal locale dopolavoro che, qualche tempo dopo, promosse l'utilizzo del locale come cinematografo. A questo scopo vennero apportate modifiche alle strutture architettoniche interne che finirono per snaturarne la funzione originale portando il Teatro ad un progressivo declino. Il Teatro dei Riuniti è stato restituito dall'Amministrazione Comunale di Umbertide alla cittadinanza nel 1990, dopo gli importanti lavori di restauro che hanno restituito il teatro alla primitiva funzione, riportando alla luce anche le decorazioni originali. Le strutture interne sono state impreziosite con gli affreschi del pittore Atsushi Ogawa e messe in risalto dai corpi illuminanti, appositamente creati dal noto "light designer" Ingo Maurer, cui si deve anche il progetto per l'originale lampadario centrale. Il Teatro è stato dato in gestione all'Accademia dei Riuniti, compagnia teatrale formata da attori e tecnici non professionisti che, mutuando il nome dall'antico sodalizio umbertidese e perseguendo le stesse finalità, ha contribuito a mantenere vivo l'interesse del pubblico per il teatro”.