Domenica 28 giugno alla presenza del Sindaco le commemorazioni di Serra e Penetola
Domenica 28 giugno Umbertide ricorda le vittime della rappresaglia nazista: 17 vittime innocenti vennero barbaramente uccise dai tedeschi a Serra Partucci il 24 giugno 1944 e a Penetola di Niccone il 28. Una messa per ricordare le vittime
Domenica 28 giugno Umbertide ricorda le vittime della rappresaglia nazista: 17 vittime innocenti vennero barbaramente uccise dai tedeschi a Serra Partucci il 24 giugno 1944 (Natale Centovalli, Domenico Cernic, Bruno Ciribilli, Giuseppe Radicchi, Mario Radicchi) e a Penetola di Niccone il 28 (Antonio Avorio, Carlo Avorio, Renato Avorio, Milena Nencioni Bernacchi, Canzio Forni, Ezio Forni, Edoardo Forni, Guido Luchetti, Conforto Nencioni, Eufemia Nencioni, Ferruccio Nencioni, Erminia Renzini). Sarà celebrata la Messa alle ore 9 a Serra e deposte corone di alloro nei cippi che ricordano i caduti. La deposizione delle corone avverrà alle 9.45 a Serra e alle 10.15 a Penetola. Il sindaco Giampiero Giulietti sarà presente alla Messa che sarà celebrata a Serra ed alle deposizioni delle corone nei due luoghi dell’eccidio. A Serra le vittime caddero per fucilazione dell’esercito tedesco. A Penetola di Niccone i tragici fatti avvennero nella casa di "Bendino", dove abitavano le famiglie Avorio e Luchetti. L'eccidio di Penetola è una delle pagine più orrende e drammatiche che Umbertide e l'intera Umbria ricordino. Dodici persone inermi, tra cui sei ragazzi dagli 8 ai 21 anni e tre donne, furono barbaramente trucidati in un casolare dalla furia insensata e inumana dei nazifascisti in fuga. Il sindaco Giampiero Giulietti ha così spiegato l'iniziativa: “É con convinzione che il Comune commemora ogni anno le stragi di Serra e Penetola. Quello di Penetola rimane uno dei delitti più spietati commessi durante l'occupazione nazista; la sua efferatezza supera di gran lunga tutti i gravi fatti di rappresaglia compiuti nelle nostre zone. Tenere viva la memoria di questa strage, farla conoscere alle giovani generazioni è il miglior modo per onorare le vittime che nella loro casa a Niccone trovarono rifugio, alloggio e calore umano. Uomini e donne innocenti, bambini, giovani appena adolescenti. La forte volontà di pace è l'insegnamento che ci deve giungere dagli atti disumani compiuti sotto la follia della guerra”.

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