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E' stato inaugurato questa mattina a Umbertide il centro per minori disabili gravi affetti da patologia autistica

Alla presentazione erano presenti il sindaco Giampiero Giulietti, il direttore generale dell'Asl 1 Andrea Casciari, l'assessore alle Politiche sociali Stefania Bagnini e il direttore del distretto sanitario Roberto Norgiolini.

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E' stato inaugurato questa mattina a Umbertide il centro sociale, riabilitativo ed educativo diurno per minori disabili gravi affetti da patologia autistica. Alla presentazione erano presenti il sindaco Giampiero Giulietti, il direttore generale dell'Asl 1 Andrea Casciari, l'assessore alle Politiche sociali Stefania Bagnini e il direttore del distretto sanitario Roberto Norgiolini, che ormai è passato ad altro incarico ma ha seguito l'iter del servizio durante il suo mandato. Il servizio verrà svolto in uno spazio di 62 metri quadrati presso la residenza protetta “Giannino Balducci” di via dei Patrioti. I posti disponibili sono sette. Cinque le domande già pervenute, mentre altre famiglie hanno già chiesto informazioni e quindi tutti i posti disponibili saranno usufruiti. L'autismo comporta un ampio spettro di disturbi: della comunicazione, del linguaggio, interazione sociale, gioco, comportamento, autonomie. Il servizio mira a definire progetti terapeutici sempre più individualizzati.

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Ciò corrisponde inoltre alle aspettative di numerose famiglie riunite in associazioni, che da tempo richiedono un adeguamento del percorso di cura dei propri figli. Il centro diurno offre la cornice giusta per un modello di cura più articolato e che tenga conto di queste esigenze e specificità di trattamento. Finalità e obiettivi sono quelli di garantire un sostegno precoce e intensivo alla crescita dei bambini autistici con interventi mirati all’apprendimento di specifiche competenze comunicative e sociali, all’apprendimento delle autonomie personali e delle attività quotidiane, alla generalizzazione nei diversi contesti di quanto appreso in specifiche situazioni. Inoltre il servizio mira al recupero, sviluppo o mantenimento di funzioni adattive perdute o non ancor strutturate sia di autonomie funzionali e sociali. Il servizio fornirà un supporto e sostegno alla famiglia del minore. L'accoglienza sarà giornaliera con articolazione oraria strutturata sull’intera settimana in base ad una programmazione formalizzata.

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Saranno organizzate attività educative e laboratoriali, creative e di sviluppo delle capacità comunicative, emozionali e di integrazione sociale, sportive, ricreative e del tempo libero. Molto importanti anche le attività di integrazione con la scuola e il contesto sociale di riferimento. Le attività potranno modificarsi nel tempo e svolgersi anche in altri luoghi, in funzione degli obiettivi del piano assistenziale individuale (palestra, piscina, altri luoghi idonei attività di riabilitazione e risocializzazione, maneggio, gite, escursioni). La richiesta di inserimento è avanzata dalla famiglia al distretto sanitario. La richiesta, corredata dalla documentazione sanitaria specifica, sarà valutata dalla competente unità di valutazione multidimensionale disabili minori alla quale è demandato il compito di definire l’eventuale Piano assistenziale personalizzato (Pap).

 

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Il Pap stabilisce la frequenza delle prestazioni e la durata presunta; provvede alla verifica periodica dei progetti, alla valutazione degli obiettivi intermedi conseguiti, alla eventuale revisione, modifica o interruzione dei progetti; informa la famiglia sull’andamento del progetto e su eventuali azioni correttive necessarie. L'articolazione oraria predefinita è dalle 15 alle 18, dal lunedì al sabato), fino ad un massimo di 18 ore settimanali di apertura per 48 settimane all’anno. I pasti consistono in una merenda al giorno per ciascun utente. “Con questo provvedimento – ha sottolineato il Sindaco - miriamo a conseguire una presa in carico complessiva del bambino, con l’obiettivo di sviluppare risorse che promuovono il ruolo centrale delle famiglie. Infatti la famiglia si configura come uno “spazio” privilegiato per l’implementazione dei progetti finalizzati a favorire la crescita comunicativo-sociale del bambino con autismo”.