Il "Mercato della terra" prosegue tutti i sabato mattina dalle 8 alle 13
Notevole soddisfazione per la riuscita del mercato del sabato è stata espressa da produttori, clienti e anche dai commercianti di piazza per il giro di gente che si è creato anche in una fascia settimanale che era un po' morta prima dell'avvio del mercato della terra.
Il “Mercato della terra” non si fermerà nemmeno nel sabato di Ferragosto. Dopo i primi due appuntamenti di rodaggio del 31 luglio e del 7 agosto, il mercato dei prodotti agricoli proseguirà tutti i sabati mattina dalle 8 alle 13. Si è già insediato il comitato di gestione, di cui fanno parte produttori, Slow Food e associazioni di categoria, che vigila sulla qualità dei prodotti, sulla loro “rintracciabilità” e sui prezzi. Sono ammessi al mercato solo produttori locali (che abbiano la loro attività nel raggio di 40 chilometri da Umbertide), che devono apporre sul proprio banco una scheda indicante il terreno e il produttore. Gli obiettivi di questa iniziativa sono molteplici, non ultimo il risparmio. Tutti i sabato mattina dalle 8 alle 13 i produttori continueranno quindi a vendere direttamente in piazza Matteotti i prodotti della loro terra ai consumatori. L'idea ha riscontrato il consenso dei cittadini e questo è un primo dato che ci conferma la bontà dell'idea, che per la prima volta è stata attuata in Umbria, la nona volta in Italia. Infatti Umbertide è il nono territorio italiano dove è partito il “Mercato della terra”. Al mercato della terra partecipano produttori e contadini; è un luogo sono dove fare la spesa, incontrarsi, conoscersi, mangiare in compagnia. Un mercato gestito da una comunità, con valori e regole condivisi. Cibi e vini buoni per il palato, puliti per l'ambiente e giusti per la società. Solo prodotti locali e di stagione, presentati solo da chi produce quello che vende. Spazi per i più giovani, per l'educazione del gusto, per gli eventi. Prezzi equi, per chi compra e chi produce. Al mercato della terra non potranno essere ammessi commercianti, ma solo chi produce direttamente ciò che vende. Dietro ogni prodotto ci sarà un volto preciso e un luogo preciso: i consumatori vedranno esposto chi lo produce e dove viene prodotto. Insomma, una tracciabilità vera e non solo sulla carta. Per quanto concerne i prodotti in vendita, ci sono ortofrutticoli freschi o trasformati, piante, fiori, olio, confetture, salumi, vino, uova, formaggio, pane, prodotti da forno, miele e derivati. Questo mercato dei prodotti della terra si sta radicando come un appuntamento fisso, come è nelle intenzioni di tutti i promotori. Il disciplinare del mercato è frutto di una collaborazione tra Cia (Confederazione italiana agricoltori), Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) e Slow Food. Accanto al mercato saranno anche proposte iniziative collaterali, come lezioni di educazione alimentare, informazioni sui prodotti in vendita, esempi di enogastronomia per illustrare anche come cucinare ciò che si sta vendendo, offerte di strutture ricettive per legare anche il turismo al mercato della terra. Due gli aspetti positivi dell'iniziativa che balzano agli occhi. Innanzitutto si saltano tutti i passaggi tra produttore e consumatore e il prodotto costa meno. Il secondo aspetto è che dietro ogni prodotto c'è un volto e un terreno preciso. Il vice sindaco Maria Chiara Ferrazzano è estremamente soddisfatta dell'andamento dell'iniziativa: “Il mercato della terra è un’iniziativa estremamente importante che vuole recuperare l’idea originaria di “mercato”: un punto d’incontro dove le persone si scambiano i prodotti del loro lavoro, le fatiche della loro vita e gli insegnamenti che traggono dal fare quotidiano; dal lavorare costantemente la terra. Ottengono così prodotti che poi vendono all’interno di un contesto dove c’è cultura, scambio, insegnamento e recupero della tradizione. E' anche una visione del futuro di un luogo dove le persone che mangiano, e quindi si nutrono, non pensino soltanto a nutrire le cellule del loro corpo perché devono produrre movimento, ma nutrano la propria persona, il proprio sapere e anche la propria capacità sociale. Questo perché in futuro nei mercati della terra ci saranno anche attività di formazione, come ad esempio la guida agli assaggi degli oli o dei pani. L’obiettivo principale è creare un rapporto diretto tra i produttori riuniti per territori. Quindi non soltanto mettere in collegamento gli agricoltori in generale con i consumatori, ma riunire gli agricoltori per territori. Per questo ci sono i produttori delle zone limitrofe, quindi a una quarantina di chilometri da piazza Matteotti. I clienti del mercato sono persone attente a quello che mangiano, curiose, desiderose di provare dei sapori un po’ diversi e anche di saltare via tutti i passaggi commerciali intermedi tra il produttore e il consumatore. Quindi in parte pagano il cibo un po’ meno e in parte fanno contento l’agricoltore che guadagna un po’ di più. Infine lo vedono in faccia e dicono: “Ah ecco se questo è cattivo so a chi dare una sberla”. Insomma sanno finalmente da dove viene quello che consumano e questo è molto importante”.
Le foto del mercato della terra

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