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Home ›› Altre news ›› Inaugurata sabato 28 agosto alle 17.30 alla Rocca la mostra “Parigi follemente: Peppe Cecchetti fotoreporter”

Inaugurata sabato 28 agosto alle 17.30 alla Rocca la mostra “Parigi follemente: Peppe Cecchetti fotoreporter”

E' stata inaugurata la mostra “Parigi follemente: Peppe Cecchetti fotoreporter”. L’inaugurazione è avvenuta sabato 28 agosto alle ore 17.30. La mostra era stata presentata in conferenza stampa alla presenza del sindaco Giampiero Giulietti, dell'assessore alla Cultura Stefania Bagnini, della curatrice della mostra Rita Olivieri e naturalmente di Peppe Cecchetti, visibilmente emozionato.

La conferenza stampa

La conferenza stampa

L’esposizione alla Rocca di Umbertide/Centro per l’arte contemporanea è organizzata dal Comune di Umbertide, con il sostegno della Regione Umbria. La cura della mostra è di Rita Olivieri e Gabriele Violini. L’allestimento della mostra è di Vittorio Dragoni. Il ricco catalogo comprendente 125 riproduzioni fotografiche e apparati è edito da Petruzzi editore. La cura del catalogo e il testo critico sono di Rita Olivieri, con contributi di Benedetta Bellini, Gianni Codovini, Mario Tosti e Roberto Sciurpa, che ha composto questo scritto per l'amico Peppe poche settimane prima dell'aggravarsi delle sue condizioni di salute e della sua scomparsa. La mostra è un’ampia retrospettiva dell’opera fotografica di Beppe Cecchetti, umbertidese, residente a Parigi tra il 1958 e la prima metà degli anni 70, impiegato dapprima nelle aziende di Cino Del Duca e poi fotoreporter sia per le edizioni dell’imprenditore marchigiano e sia reporter freelance. Innamoratosi di Parigi e pian piano appassionatosi di fotografia, cui arriva da autodidatta, Cecchetti vive “follemente” l’ebbrezza di una città straordinaria e se ne lascia affascinare, in un periodo denso di cambiamenti epocali, sia a livello culturale che sociale ed economico. Egli attraversa la metropoli cosmopolita di quegli anni con sguardo incantato e curioso, volto ad afferrare la bellezza della città monumentale e delle donne con le loro acconciature alla moda nei bateaux-mouches, fino a fermare l’obiettivo sulla Parigi a luci rosse, sensuale e licenziosa, sulla vita culturale, o su quella dorata dell’arte e dello spettacolo; contemporaneamente egli con occhio attento e sensibile coglie i ‘disincanti’ nascosti negli scorci memorabili dei paesaggi urbani, nelle immagini di uomini e donne in difficili condizioni esistenziali e nei vari contesti quotidiani, quasi a volerne carpire il loro più autentico segreto. Cecchetti immortala con la sua Pentax, la Rolleiflex, fino alla più recente Nikon e con la sua telecamera Payard 16 millimetri le prospettive inusuali di Nôtre Dame, della Tour Eiffel, i lungo Senna e i canali della città, ma anche le esistenze comuni carpite allo scorrere del tempo e irradiate dalla speranza come quella che si legge nei volti dei bambini, i nuovi francesi che guardano al futuro. Luce ed ombra caratterizzano la visione di Beppe Cecchetti, in un linguaggio di forte impatto visivo e commosso nelle inquadrature e nei soggetti, dove splendore ed anonimato si intrecciano in un processo di osmosi continua e si traducono in una gamma di sentimenti essenziali che arrivano diretti allo spettatore e lo colpiscono in modo profondo. Le fotografie di Cecchetti parlano di solitudine, di amore, di fatica, di divertimento, di riposo e di silenzio ma anche di frenesia, di ebbrezza del vivere e di operosità in un molteplice dispiegarsi di situazioni e di contesti nel cuore pulsante della città.

La conferenza stampa

La conferenza stampa

Alcune di queste immagini ritraggono artisti, cantanti e attori mentre inscenano la loro parte, nei bagliori dello spettacolo, quali, fra gli altri Salvador Dalí, Pablo Picasso, Nancy Sinistra, Liza Minnelli, Leo Ferré, Gilbert Bécaud; altre ricordano l’opera di personaggi, quali Cino e Simone Del Duca, Manlio Brosio, solo per citarne alcuni e di italiani a Parigi, valga per tutti Vittorio Fiorucci imprenditore umbertidese, che con il loro lavoro hanno contribuito ad intessere la storia della capitale francese e a produrre cambiamenti a livello sociale ed economico. Per questi ultimi, per gli emigranti senza nome, per le madri che li attendono a casa, in Italia, Cecchetti dedica “L’attesa, 1961, Omaggio alle mamme degli emigranti”, fotografia di asciutta essenzialità e di commovente messaggio, che ritrae sua madre, assurta a simbolo di tutte le madri con i figli lontani, voluta come espressione di ogni affetto lasciato, di ogni nostalgia e pensiero. Ma nel susseguirsi di significative microstorie il fotoreporter incrocia, inaspettatamente, la storia, quella con la S maiuscola, il maggio parigino del 1968, e la documenta con efficacia e intelligenza, cogliendone la complessità degli avvenimenti: le manifestazioni degli studenti prima, quelle a favore del generale De Gaulle poi e i manifesti, purtroppo in stringata selezione, di cui è tappezzata Parigi, sconvolta in quei giorni da eventi inenarrabili. A chiusura di un’epoca e segnale forte del mutamento in divenire negli stili di vita è testimonianza la foto, anch’essa straordinaria, “Dopo il maggio, 1970”, nella quale una giovane donna nuda, simile ad una scultura vivente, cammina per le strade di Parigi, nell’indifferenza pressoché totale dei passanti. Questa immagine, quasi un’icona, e il suo autore faranno il giro dei maggiori tabloid del momento. La mostra si compone di ottanta fotografie, per la maggioranza in bianco e nero, con alcune a colori, suddivise in sette sezioni: Paris Paris, La Senna, L’aura del quotidiano, Italiani a Parigi, Nuovi francesi, Maggio parigino, Luci alla ribalta. Beppe Cecchetti nasce nel 1927 a Umbertide. Dal 1958 al 1975 vive a Parigi e lavora nelle aziende dell’editore Cino del Duca, imprenditore marchigiano, dapprima nella programmazione televisiva e poi scopre, quasi per caso, la fotografia come sua vocazione professionale. Dopo un breve periodo trascorso come attore e fotografo di fotoromanzi Beppe Cecchetti diventa giornalista fotoreporter professionista. Cura numerosi periodici di Del Duca, diventando uno dei fotografi più apprezzati di Parigi. Le sue foto appaiono su “Télé France”, “Télé Dernière”, “Tèlé Poche”, “ Modès de Paris”, “Ciné Rivelation”, “Paris Jour” e sulle più diffuse testate francesi, fra cui “Le Figaro”, “ Le Parisien Liberé”, “Magazine Littéraire”. Numerose sue foto sono pubblicate anche su giornali e periodici italiani, quali “Historia”, “Urbanistica”, “Gente”, “Gioia”. Collabora gratuitamente con “L’Eco d’Italia”, giornale degli italiani all’estero. Nel 1975 rientra nella sua città natale e vi apre un atelier fotografico con galleria d’arte, continuando ad esercitare la professione di fotografo. Sempre appassionato dell’obiettivo, ritrae la sua terra con molteplici e suggestive immagini, con le quali arricchisce varie pubblicazioni, tra cui edizioni di pregio del Comune di Umbertide. Tra le sue esposizioni personali si annovera “Parigi, affettuosamente, diario per immagini di una città che cambia” svoltasi alla Rocca di Umbertide nel maggio-giugno 2003 e a Merano alla sala civica comunale nel maggio 2005. Tra le esposizioni collettive si annovera “Images des femmes: le donne sono belle da respirare”, a Città di Castello alla galleria delle arti di Luigi Amadei nel giugno-luglio 2009.