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L'esatta fotografia dell'economia locale

presentato in Comune a Umbertide l'opuscolo che raccoglie i dati sull'economia aggiornati al 31 dicembre 2009. Erano dati molto attesi, per verificare l'impatto della crisi sul sistema produttivo di Umbertide. Nonostante la crisi l'anno scorso sono stati registrati 195 occupati in più.

La conferenza stampa

La conferenza stampa

A sorpresa anche il settore della meccanica ha tenuto (anzi, si è rafforzato con 170 posti di lavoro in più), mentre sono in netta espansione settori come l'agricoltura, il commercio, la chimica. Proprio la chimica è un settore che sembra marginale, ma ci sono tre aziende nel territorio che si stanno consolidando sempre di più. Va precisato che la statistica non tiene conto di stagionali e personale impiegato a tempo determinato, ma solo di quello a tempo indeterminato. Il settore che ha fatto registrare il segno maggiormente negativo è stata l'edilizia (persi 79 posti di lavoro). Il settore però va analizzato con attenzione, perché la perdita di posti è dovuta quasi esclusivamente al fallimento della Seas. Le altre aziende edili hanno sostanzialmente retto botta. Indicativo che agricoltura e commercio nel 2009 siano cresciuti di più rispetto a industria e artigianato. Il primo settore in particolare risente del positivo impatto della presenza di un'azienda come i Molini Popolari Riuniti, che sono diventati la più grande realtà cooperativa del centro Italia in agricoltura. Anche il turismo è in crescita, anche se il settore ha ancora notevoli margini di espansione: la campagna, il verde, le colline sono una risorsa naturale che piace tantissimo ai turisti e che va maggiormente sfruttata. Alla conferenza stampa di presentazione dell'opuscolo hanno preso parte il sindaco Giampiero Giulietti, l'assessore all'Economia Simona Bellucci e il dirigente dell'ufficio Sviluppo economico Marco Silvestrelli. “Questa iniziativa di raccogliere sempre i dati della nostra economia in forma statistica – ha detto il Sindaco – è un'abitudine positiva. Anzi, fondamentale. Perché per affrontare le questioni economiche è essenziale conoscere la realtà. Sono numeri freddi, ma fotografano meglio di tante parole la vera realtà e la aiutano a capire. Ad esempio, l'aumento consistente di attività e addetti nel settore dell'estetica e della cura del corpo significa che tutto sommato non è solo nero. Se la gente spende per beni voluttuari significa così male non si sta. Certo, non ci nascondiamo. La crisi c'è. I dati sugli occupati ad esempio non tengono conto dei cassintegrati, che sono statisticamente occupati a tempo indeterminato, ma sono comunque il sintomo di qualche crepa da sanare. Il dato della meccanica, con 170 addetti in più, non ce l'aspettavamo. Tra i dati negativi, registriamo il proseguimento della caduta iniziata già a fine anni 90 di settori come la ceramica e il tessile, che continuano a soffrire la congiuntura internazionale con una concorrenza spietata”. Il Sindaco poi ha bacchettato le banche: “La situazione sta diventando veramente critica nel rapporto tra banche e imprese. Non c'è alcuna attenzione verso l'imprenditoria da parte del sistema creditizio. Non ci si riferisce alle filiali locali, ma al sistema umbro in genere. Dobbiamo dirlo apertamente: le banche non agevolano l'imprenditoria. Anche la crisi del mercato immobiliare è dovuta in gran parte alle difficoltà che hanno le famiglie nell'accesso al mutuo casa”. L'assessore Bellucci ha sottolineato come non siano molti i Comuni che si impegnano in un'operazione di elaborazione di dati su elenchi di imprese forniti dalla Camera di Commercio di Perugia, in quanto richiede notevole impiego di risorse umane: “Nell'opuscolo sono presenti anche raffronti con gli anni precedenti: 1991, 1994, 1997, 1998, 2006, 2007. Negli ultimi due aggiornamenti sono forniti anche i dati che si riferiscono all'agricoltura e al commercio; inoltre sono illustrati i dati delle strutture turistiche del territorio, anche se solo per ciò che riguarda il numero di strutture presenti e del numero dei posti letto disponibili nel 2008 e 2009”. Il dirigente Marco Silvestrelli ha specificato che dai dati, che non hanno la pretesa di coprire tutto il panorama degli occupati, restano esclusi tutti i dipendenti dei vari settori del pubblico impiego (dipendenti che lavorano nell'istruzione, nella sanità, in altri enti, dipendenti dei settori finanziari, il lavoro domestico). Stando ai dati del censimento del 2001 gli addetti in questi settori sono quantificabili in 1.659 su un totale di 6.157 occupati. Relativamente ai settori esaminati, al 31 dicembre 2009 risultano 3.082 addetti. Per addetti si intendono tutti quei lavoratori che sono stabilmente occupati. Quindi gli occupati, se consideriamo coloro che lavorano soltanto temporaneamente o hanno un lavoro precario, in base alla considerevole varietà contrattuale prevista dalla normativa vigente, sono molti di più, ma non compresi nei 3.082”.