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La mostra deglia arazzi alla Rocca aperta anche a Ferragosto

Ultima settimana di apertura alla Rocca–Centro per l’arte contemporanea di Umbertide della mostra “Scassa arazziere. L’arazzeria di Asti”, l’evento dedicato agli arazzi di grandi artisti del Novecento che hanno espresso la loro creatività attraverso questo oggi poco consueto mezzo espressivo.

De Chirico_Gli addii di Ettore e Andromaca

De Chirico_Gli addii di Ettore e Andromaca

Una mostra che si è distinta per la sua originalità, oltre che per il suo indiscutibile valore culturale. L'arazzo è un’antica forma di arte tessile a metà strada tra l'artigianato e la rappresentazione artistica, fatta a mano su di un telaio sulla base di un disegno preparatorio (o “cartone”) realizzato dal pittore e destinato a rivestire le pareti. Fino al XVIII secolo gli arazzi erano usati per decorare gli interni di chiese e palazzi, esibizione pubblica del fasto dell'aristocrazia e della gloria del cristianesimo. Dopo un periodo di crisi, fu soltanto nel XX secolo che questa arte si ripropose in un clima artistico nuovo. Anche in Italia nel Novecento l'interesse per 1'arazzo trovò nuove strade, basti pensare all'attività delle case d'arte futuriste. La storia dell’Arazzeria Scassa ha inizio ad Asti nel 1957 come laboratorio di annodatura a mano di tappeti con il nome di "Italia disegno". Esordisce nel 1960 come manifattura di arazzi, partecipando alla gara per la decorazione del salone delle feste di prima classe della turbonave “Leonardo da Vinci”. La commissione artistica, presieduta da Giulio Carlo Argan, scelse la proposta del laboratorio di Scassa che eseguì sedici arazzi su cartoni di Cagli, Bernini, Corpora, Capogrossi, Santomaso e Turcato. Fu questa per lui l'occasione di iniziare un'importante attività come arazziere, proseguita in seguito con la decorazione degli ultimi due transatlantici della società di navigazione “Italia”, le turbonavi “Michelangelo” e “Raffaello”. Ugo Scassa ha avuto l’intuizione di abbinare l'arte d'avanguardia a una delle più antiche fra le arti applicate, la tessitura di arazzi. In quasi cinquant'anni di attività Scassa ha riscosso un riconoscimento unanime testimoniato dai rapporti intercorsi con artisti come Corrado Cagli e Felice Casorati, Giorgio De Chirico e Renato Guttuso, Umberto Mastroianni e Mirko Basaldella, Luigi Spazzapan ed Emilio Vedova ed altri ancora, ma anche con un architetto come Renzo Piano, che ha fatto tradurre in arazzo alcuni suoi disegni.

Spazzapan_Pittura murale

Spazzapan_Pittura murale

Senza contare le opere che Scassa ha realizzato in omaggio agli artisti più amati come Paul Klee, Vasilij Kandinskij, Joan Mirò, Henri Matisse e Max Ernst. Tra gli artisti autori dei bozzetti dei 226 arazzi tessuti finora ad Asti, possiamo ricordare tra gli altri Accardi, Clerici, Conte, de Chirico, Dorazio, Ercolini, Giansone, Giordano, Gribaudo, Guenzi, Lazzari, Montanarini, Novelli, Omiccioli, Pace, Parisi, Perilli, Piciotti, Picone, Rotella, Sadun, Sanfilippo, Scordia, Spoltore, Tadini, Trotti, Vedova, Virduzzo, Zancanaro, oltre ai già ricordati artisti stranieri: Dalì, Ernst, Kandinskij, Klee, Matisse e Mirò ed all’architetto Renzo Piano. I nomi degli artisti autori dei bozzetti per gli arazzi tessuti finora ad Asti indicano chiaramente quali esigenze estetiche abbiano impegnato le risorse tecniche dell’Arazzeria Scassa in questi primi cinquant’anni di attività. La mostra è curata da Ugo Scassa, Francesco Muzzi e Francesco Briguglio, che hanno selezionato 24 importanti pezzi provenienti parte dal museo degli Arazzi Scassa e gli altri da collezioni pubbliche e private. Per l’occasione è stato realizzato un catalogo a cura di Angelo Calabrese edito da Petruzzi Editore. Il museo è aperto anche oggi, giornata di Ferragosto.

ELENCO OPERE (20kB - PDF)