La presidente della Regione inaugura la rinnovata parrocchia di Santa Maria
Con una solenne cerimonia, sabato scorso ha avuto luogo ad Umbertide l’inaugurazione ufficiale della rinnovata parrocchia di Santa Maria della Pietà dopo i lavori di ristrutturazione durati tre anni. Presenti il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti, la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, il ministro provinciale dei Frati minori dell’Umbria, padre Bruno Ottavi, e il Vescovo di Gubbio Mario Ceccobelli.
Molte le personalità che hanno presenziato all’evento. In primis il sindaco di Umbertide Giampiero Giulietti, la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini, il ministro provinciale dei Frati minori dell’Umbria, padre Bruno Ottavi. A fare gli onori di casa, naturalmente, il parroco, padre Giuseppe Bergomi. Unanimi i giudizi, altamente positivi, espressi sulla qualità dei lavori, eseguiti sotto la direzione dell’architetto Francesco Raschi di Umbertide, che li ha illustrati ai presenti. Sottolineata soprattutto l’importanza storico-artistica del complesso. Il progetto è servito anche a restituire a Santa Maria e all’intera Umbertide una struttura utile per servizi ricreativi e formativi, ma soprattutto per il rafforzamento del tessuto ecclesiale. La presidente della Regione Catiuscia Marini ha commentato: “I lavori di riqualificazione dopo il terremoto del 1997 sono stati molto significativi ed hanno permesso di riavere nel suo antico splendore un patrimonio collettivo della città”. Inoltre la presidente ha annunciato che la Regione ha già stanziato ulteriori 200mila euro che serviranno per la ristrutturazione della chiesa, i cui lavori partiranno proprio nei prossimi giorni. La struttura, con problemi statici e funzionali, necessitava con urgenza di un intervento del genere, finalizzato anche al ripristino delle caratteristiche architettoniche originali dell’edificio. Per ricreare l’integrità storica dei prospetti sono state demolite quasi tutte le superfetazioni realizzate in epoche recenti e in contrasto con i caratteri storici e artistici del complesso. Si tratta di quei volumi realizzati dopo l’ultimazione della struttura, con conseguenze negative sull’aspetto estetico complessivo. Tra questi, per quanto riguarda Santa Maria, vanno ricordati i vecchi spogliatoi ed il ripostiglio, visibili sul retro del fabbricato, nonché la vecchia centrale termica, sita al piano interrato, sotto l’orto. La fureria (uffici di amministrazione e spazi vari), considerata la maggiore consistenza volumetrica e la recentissima costruzione, sarà invece terminata con interventi mirati ad armonizzarne l’inserimento col resto dell’edificio. “Grazie ai lavori eseguiti – ha osservato il vescovo di Gubbio, monsignor Mario Ceccobelli – è stata realizzata una straordinaria opera di recupero e valorizzazione di un luogo di notevole importanza come il convento di Santa Maria, finanziata con il fondamentale contributo, erogato dalla Regione, sui fondi previsti per gli interventi di ricostruzione dei danni provocati dal terremoto. Il complesso di Santa Maria necessitava da tempo di interventi di risistemazione. È stato un restauro importante per la stabilità, ma anche perché ha rimesso in luce la bellezza architettonica della struttura. Esprimo tutta la gratitudine della diocesi di Gubbio verso la Regione, il Comune di Umbertide e verso gli ingegneri e lo staff tecnico che hanno eseguito il progetto con molto scrupolo e competenza”. Il presule eugubino, alla domanda precisa su come gli sia sembrato il convento ad una prima visione, ha detto che si tratta di un qualcosa di bellissimo: “Io l’ho visto di notte tornando da Montone, e veramente sembra un qualcosa di suggestivo e surreale, che ci riporta indietro nel tempo per la sua maestosità e il perfetto gioco dell’illuminazione”. Il sindaco Giulietti, da parte sua, si è detto soddisfatto che le mura che hanno visto il crescere e il formarsi di intere generazioni di umbertidesi siano tornate all’antico splendore. Dunque, un convento promosso a pieni voti e che lascerebbe contento anche quel Bartolomeo Nelli Burelli che, nel 1485, fece una donazione che permise l’erezione dell’attuale chiesa e convento di Santa Maria della Pietà. La realizzazione dei lavori ha comportato una spesa di un milione e 900 mila euro, finanziata con i fondi del terremoto, a cui si sono aggiunti ulteriori 300mila euro stanziati dalla Conferenza episcopale italiana.
La Parrocchia di Sant’ Erasmo in Santa Croce in Santa Maria in Fracta Perugina ora più semplicemente parrocchia di Santa Maria della Pietà di Umbertide trova origine già cinquecento anni or sono. Mentre, infatti, nel borgo inferiore dell’allora città, sorsero le chiese di San Francesco, poi quella degli Agostiniani e alcune altre per le suore, nel borgo superiore, alla chiesa di Sant’Erasmo e al suo ospedale, si aggiunsero le chiese di Sant’Andrea e, nel XV secolo, la chiesa e convento di Santa Maria della Pietà. I lavori per l’erezione dell’attuale chiesa e convento di Santa Maria della Pietà iniziarono nel 1485 per donazione di Bartolomeo Nelli Burelli della Fratta e col passaggio dei beni della chiesa di Castelvecchio; a finanziare i lavori intervenne poi il Comune di Perugia (1486) e una donazione di anonimo di 30 fiorini (1488). Gli Osservanti, il primo ordine di frati (appartenenti ai francescani) che vi si insediarono, contenti di essersi inseriti nelle vicinanze di Fratta, si dettero subito da fare perché questo insediamento fosse sempre più consistente e duraturo. Solo pochi anni dopo, un altro benefattore (Piergiovanni di Tommaso di Meo di Burello) lasciò agli Osservanti un pezzo di terreno lavorativo e poco dopo gli stessi saranno impegnati, sempre secondo documentazioni del tempo, in una permuta di un pezzo di terra con il Rettore della Chiesa di Sant’andrea. Un ulteriore ampliamento dei terreni a disposizione si ebbe nel 1500 con la donazione di un certo Giacomo di Cristoforo Cecchi, come risulta da un atto del 22 aprile, redatto dal notaio Paolo di Cristofano Martinelli di Perugia. Altri lasciti si ebbero negli anni 1524, 1577, 1592 (documenti presenti nell'Archivio provinciale della Porziuncola). Oltre all'aspetto pastorale, gli Osservanti sono stati sempre solleciti all'opera caritativa. Si trovarono, infatti, in prima linea nel campo di assistenza dei feriti, degli appestati, degli affamati e dovettero così allestire una mensa quotidiana per il loro sostentamento. Anche il problema della cultura è stato presente nell'attività dei frati: infatti, già nel 1724, dalla relazione del commissario delegato del Provinciale, in visita canonica al convento, sappiamo che nei locali adiacenti al chiostro di Santa Maria della Pietà era presente un locale riservato per la scuola, ove si riunivano i giovani della Fratta per ricevere lezioni da qualche dotto sacerdote. Una tradizione secolare che prosegue anche nei giorni nostri, a dimostrazione dell’importanza vitale che la parrocchia di Santa Maria ha pert tutta la comunità umbertidese. Importanza che giustifica appieno la mole di investimenti di questi anni.

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