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La vita dura di una famiglia che ha in casa un malato di Alzheimer

Da qualche settimana ha preso il via a Umbertide il nuovo servizio di assistenza diurna per i malati di Alzheimer. A dimostrazione dell'importanza del servizio e di quanto sia utile per le famiglie dei malati, il sindaco Giampiero Giulietti e il direttore della Asl Andrea Casciari hanno ricevuto una lettera da parte della famiglia di un utente. Avendo ricevuto la liberatoria per renderla nota, la pubblichiamo volentieri:

“Molte volte...anzi...troppe volte, oggi, si sente parlare di scarsità di servizi o di mala-sanità, come conseguenza del pressapochismo e della scarsa professionalità degli addetti ai lavori, oppure come conseguenza dello scarso senso civico o dell'indifferenza delle istituzioni. Ebbene, io, per quanto mi riguarda posso solo dire...GRAZIE!Grazie per il servizio e l'aiuto che date alle famiglie e agli ammalati di Alzheimer attraverso il "Centro diurno per malati di Alzheimer", grazie ai medici e a tutti gli operatori che vi lavorano con grande professionalità e sensibilità. Tuttavia, mi corre l'obbligo di chiedere scusa per il tono molto informale di questa missiva. La scrivo dopo aver vissuto, insieme a mia moglie, l'ennesimo "inferno”. Si, si...perché non si possono definire diversamente i giorni e le notti di chi ama e vive vicino agli ammalati di Alzheimer. Di essi(i familiari) nessuno ne parla e ne scrive a sufficienza. Eppure, essi, sono degli eroi silenziosi e sconosciuti che consumano la loro storia fra quattro mura. Sono quelli che iniziano le loro giornate con gli occhi ancora rossi...sono quelli che ogni giorno devono trovare il coraggio per "sorridere per forza", sennò l'aria diventa più "elettrica" e insopportabile. Sono quelli che vedono le loro vite travolte da una maledetta malattia, che ha in sé la capacità di rovinare e distruggere, in tutti i suoi molteplici aspetti, l'esistenza di una persona o, addirittura, di una intera famiglia. Sono eroi perché sanno soffrire in silenzio e sanno nascondere il loro dolore agli occhi dei figli. Si, perché è vero che questo morbo colpisce il paziente, ma chi ne soffre sono i familiari. Da tutte queste cose è nato, in me che vivo questo dramma, il bisogno di dirvi, ancora, grazie per aver voluto, qui ad Umbertide, il "Centro diurno per malati di Alzheimer”, dandoci così la possibilità, per tre volte a settimana, di pensare che "in fondo la vita continua" e che "domani è un altro giorno". Qualcuno diceva "tutto è perfetto ma tutto è perfettibile". La mia, ma sono sicurissimo non solo la mia, speranza è che la vostra provata sensibilità, verso il problema, possa accrescere e implementare i servizi offerti dalla struttura in modo tale da far ritrovare agli ammalati, prima di tutto, e ai loro familiari una dignità di vita da cui non si può prescindere. Nel chiedervi scusa per la “lungagnata”, colgo la buona occasione per porgere i distinti saluti”.