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Leonida Giannini ha ricevuto dal sindaco Giampiero Giulietti e dal Prefetto Enrico Laudanna la medaglia per gli internati dei campi di concentramento

Durante la “Giornata della memoria”, mercoledì 27 gennaio, nella sede della Prefettura di Perugia si è svolta la cerimonia di premiazione dei reduci della provincia dai campi di internamento tedesco, alla presenza dei sindaci delle varie città di provenienza.

La cerimonia in Prefettura_1

La cerimonia in Prefettura_1

Durante la “Giornata della memoria”, mercoledì 27 gennaio, nella sede della Prefettura di Perugia si è svolta la cerimonia di premiazione dei reduci della provincia dai campi di internamento tedesco, alla presenza dei sindaci delle varie città di provenienza. Tra i 22 insigniti della medaglia d’onore della Presidenza della Repubblica c’era anche un umbertidese, Leonida Giannini, che l’ha ricevuta dal sindaco Giampiero Giulietti, presenti anche la figlia e il genero. La storia di Leonida Giannini, degna di essere descritta in un libro, inizia ad Umbertide il 7 aprile 1919. Ha passato tutta la sua vita a Calzolaro dove ha svolto l’attività di autista. Allo scoppio della seconda guerra mondiale partecipò alla campagna in Albania e Jugoslavia. Poi, venne inviato in Russia con la “Divisione Torino” nell’Armir (Armata italiana in Russia). Qui Leonida Giannini, durante l’avanzata, riuscì ad arrivare fino al Don dopo aver attraversato i cinque fiumi precedenti.

La cerimonia in Prefettura_2

La cerimonia in Prefettura_2

Da qui, dopo la rotta di Stalingrado, con il suo camion pieno di commilitoni, iniziò a ritirarsi. Le temperature andavano dai 25 ai 30 gradi sotto zero, tanto è vero che dovette accendere spesso il fuoco sotto il camion per non far gelare la nafta e l’olio. Quando finì la nafta fu costretto, insieme ai suoi compagni, a procedere a piedi. Vennero anche accerchiati dai russi, ma Leonida riuscì a superare l’accerchiamento e alla fine a ritornare a casa, portando come ricordo permanente un piede congelato. Dopo l’8 settembre 1943 fu internato per un breve periodo dai tedeschi in un campo di prigionia da cui riuscì a fuggire e a ritornare in Italia. A Calzolaro riprese a fare l’autista e iniziò a gestire insieme alla moglie un’attività di merceria a cui, dopo la morte della moglie e all’età di 78 anni, aggiunse anche l’edicola. Attività che svolge ancora, all’età di 91 anni, continuando anche a guidare la sua vecchia Cinquecento.

Nella foto da sinistra: il Prefetto, Leonida, il Sindaco, la figlia, il genero

Nella foto da sinistra: il Prefetto, Leonida, il Sindaco, la figlia, il genero

Durante la campagna di Russia ha conosciuto altri umbertidesi impegnati sul fronte sud, per cui se ci fossero reduci o familiari desiderosi di avere notizie possono mettersi in contatto con lui.