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"Plastic food": un monito contro la produzione dei rifiuti

In un campo di via Morandi, l'artisti Pierluigi “Potsy” Monsignori ha installato una sua creazione di land art. In mezzo a un campo di grano raccolto, sono dislocate varie presse, ma non fatte di paglia, bensì di plastica. Il messaggio è chiaro: se non volete che campi come questo diventino realtà, basta con la plastica.

Un momento dell'inaugurazione: Potsy con il sindaco Giulietti

Un momento dell'inaugurazione: Potsy con il sindaco Giulietti

Se non vogliamo che questo scenario si realizzi, occorre cambiare modo di vita. Smettere di produrre rifiuti. E' questo il messaggio che viene lanciato da ieri mattina fino al 31 agosto a Umbertide. In via Morandi l'artisti Pierluigi “Potsy” Monsignori ha installato una sua creazione di land art, dal titolo “Plastic food”. In mezzo a un campo di grano raccolto, sono dislocate varie presse, ma non fatte di paglia, bensì di plastica. Il messaggio è chiaro: se non volete che campi come questo diventino realtà, basta con la plastica, basta con i rifiuti. Promossa e organizzata dal Comune di Umbertide, con il contributo di Gesenu e dell'azienda Monsignori Carlo & C., ieri è stata inaugurata alla presenza dell'artista e del sindaco Giampiero Giulietti. Camminare attraverso l’installazione di Potsy proietta in un’istantanea capace di far comprendere la reale disarmonia di un'esperienza accanto ai nostri rifiuti quotidiani: macchie di colore fuori tono, abituati come siamo alle solite meravigliose installazioni di operatori agricoli distratti. Un viaggio che permette di abbracciare presse diverse di un futuro-presente che nessuno di noi vorrebbe nel proprio giardino. “Il senso di questa opera – dichiara Potsy – è ridurre i rifiuti. Dobbiamo reimpostare la nostra quotidianità. Purtroppo ogni nostra azione potrebbe avere una ripercussione non piacevole sull'eredità che intendiamo lasciare alla nostra progenie. Credo insostituibile un impegno da parte di tutti nel cercare di recuperare e preservare il rapporto con la natura. Sradicare attraverso installazioni consapevoli molti stereotipi che si sono imposti nel corso del tempo e che hanno portato all'attuale profondo disequilibro tra ciò che è il nostro bisogno reale e quello indotto. Un gesto naturale come bere un bicchiere d'acqua, per come è impostata oggi la sua distribuzione (principalmente bottiglie di plastica), può causare gravi danni al nostro ecosistema. Diventa molto importante la scelta che facciamo tutti i giorni nel fare la spesa, dobbiamo iniziare a fare acquisti nell'ottica dell'ecosostenibilità piuttosto che del consumismo. L'acqua, l'assoluto nostro bene primario, non può e non deve assolutamente più essere una delle maggiori cause di produzione e conseguente tentativo di smaltimento di rifiuti. L'idea nasce dall'esigenza di recuperare e preservare un vissuto nei luoghi nei quali le generazioni precedenti hanno vissuto: un vero contatto con la natura, che purtroppo a causa dello stile di vita ai giorni nostri non è più accessibile”. Potsy già immagina i commenti alla sua installazione: “Alcuni troveranno la mia istallazione del tutto naturale, abituati come sono a convivere con l'emergenza rifiuti, altri guarderanno inorriditi ed esterrefatti, con commenti di pura follia per l'autore. Altri troveranno la forza di riflettere. In un futuro presente invece delle fresche e profumate presse di fieno, quello che ci ritroveremo sui campi saranno semplicemente i rifiuti prodotti dal nostro consumismo, dalle nostre scelte sbagliate e che non saremo più in grado di smaltire. Trovo assurdo che nel consumare acqua ci ritroviamo a pagare, soprattutto in termini di smaltimento rifiuti, più il contenitore che il contenuto. Non avrei mai potuto raggiungere un risultato concreto come questo senza l'aiuto di Carlo e Giampaolo Monsignori, mio padre e mio fratello, con i quali lavoro nell'azienda di famiglia, che si occupa da più di 30 anni di utilizzo di sistemi alternativi di energia e di depurazione e consumo consapevole dell'acqua. Di fondamentale importanza anche l'appoggio diretto del sindaco Giampiero Giulietti, che da anni è impegnato in tematiche sociali e di carattere ecologico”. Nei nostri confini comunali c'è l'enorme discarica di Pietramelina. Potsy non ha plei sulla lingua: “Invece di lamentarsi a cose fatte e rendersi conto di avare una discarica sotto casa, i cittadini avrebbero potuto essere più sensibile al problema dei rifiuti. Il problema attuale non sono le discariche esistenti, ma sono quelle che invaderanno il nostro bellissimo paesaggio umbro se non ci sarà una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza nell'ottica della minor produzione di rifiuti. Trovo pertanto inutile condannare le istituzioni che cercano di risolvere problemi che senza rendersene conto siamo noi tutti i giorni a creare, me compreso. In Gesenu ho avuto il piacere e l'onore di poter collaborare con persone consapevoli e coscienti di quello che è il loro lavoro e che si sono rese disponibili e pronte ad interagire con la mie proposte artistiche”. Per Potsy , l'arte non è altro che l'esprimere le proprie idee e vitalità, il proprio essere attraverso le opere. Per Potsy l'arte non è riconducibile ad alcuna ideologia o stereotipo ma deve nascere dal nostro interiore ed è fondamentale l'impatto che l'arte può avere nel migliorare la vita di tutti i giorni. La scelta di utilizzare opere d'arte per porre in risalto la tematiche sociali è determinata dal fatto che un'artista ha un canale di dialogo preferenziale nei confronti di cittadini spesso distratti dallo stress quotidiano. L'arte non è un abito che si indossa la mattina e si toglie la sera, l'arte è vita.