Sito Ufficiale del Comune di Umbertide

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Restaurato da Antonio Renzini il busto del sindaco di Umbertide in carica dal 1863 al 1880

Sarà ricollocato nella sala attigua a quella consiliare il busto in ceramica di Giuseppe Savelli, storico sindaco di Umbertide dell’Ottocento al quale è intitolata una via di Umbertide. La scultura, restaurata gratuitamente dall’artista Antonio Renzini, tornerà al suo posto originario da cui era stata tolta per i lavori di sistemazione del locale.

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Il busto era stato messo nella sala del consiglio comunale nel 1894, quando questa venne rinnovata con l’installazione di nuovi scanni in legno costruiti da tutti i falegnami di Umbertide. Era appoggiato su una base di legno a sbalzo sul muro all’altezza di due metri, a destra del banco della Giunta , affiancato, a sinistra, dal busto dello storico e letterato umbertidese don Antonio Guerrini. Il vecchio arredamento della sala consiliare, usato per 90 anni, fu sostituito da quello attuale nel 1984, con la ristrutturazione del palazzo comunale. Il dottor Giuseppe Savelli era nato a Umbertide il 16 maggio 1824. Possidente, abitava in via Stella al civico 11. Aveva anche una casa nella Via Diritta (attuale via Cibo al 13), un’abitazione a Roma, e una residenza di campagna in località Rio a confine tra i comuni di Umbertide e Montone dove tuttora si trova il suo studio e la sua biblioteca. Ricoprì, dal 1861, la carica di consigliere comunale e fu più volte sindaco di Umbertide dal 1863 al 1880. Savelli fu un patriota: durante la rivolta delle popolazioni umbre al governo pontificio nel 1859, fu nominato governatore dell’amministrazione provvisoria di Fratta, con approvazione del Governo di Perugia. Nel 1861, come consigliere comunale, si adoperò con straordinario impegno per la ricostituzione della banda musicale, della quale fu membro e poi attivissimo, autorevole presidente; scrisse a tal proposito una lettera rimasta memorabile. Il dottor Savelli, eletto Sindaco nel 1863, manterrà ininterrottamente questa carica fino al 18 maggio 1868. Poi, per tutto il 1871 e 1872 sarà di nuovo sindaco. Nel 1873, per un periodo, compare ancora in questa funzione, come pure sette anni dopo. Nella sua qualità di capo dell’amministrazione, si impegnò con sensibilità e lungimiranza per dare al comune, che usciva dall’inadeguatezza dell’amministrazione pontificia, una struttura moderna ed efficiente. Nel 1872 fece approvare il primo regolamento di igiene pubblica e il primo di polizia urbana, che incisero profondamente sulla situazione socio-sanitaria di allora e rimangono pietre miliari per la loro attualità. Savelli morirà a Umbertide il 6 luglio 1886. Ė sepolto nell’ultima cappella dell’emiciclo sinistro del cimitero di Umbertide, in sono anche le tombe della famiglia Santini (la moglie era Rosa Santini, figlia di Giuseppe; la sorella Zemira aveva sposato Gabriele Santini, nonno dell’omonimo direttore d’orchestra di fama internazionale). Il fratello, don Flaviano, fu canonico e arciprete della Collegiata. Giuseppe Savelli è autore di un storia manoscritta della famiglia, in cui compare anche un papa Savelli, Onorio III, che approvò la Regola di San Francesco.