Sito Ufficiale del Comune di Umbertide

Salta ai contenuti
Sito Ufficiale del Comune di Umbertide
Sei in: 
Home ›› Amministrazione ›› Consiglio Comunale ›› Lavori del Consiglio Comunale ›› Il resoconto della seduta di martedì 29 settembre

Il resoconto della seduta di martedì 29 settembre

Tre gli argomenti principali in discussione: l'elezione del Difensore civico, l'elezione del collegio dei revisori dei conti e la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio per l'anno 2009.

Il consiglio comunale di martedì 29 settembre è iniziato con la richiesta del vice presidente dell'assemblea, Antonio Molinari, di adeguare il regolamento del consiglio comunale, che ancora non ha recepito le modifiche statutarie conseguenti al superamento della soglia dei 15mila abitanti. Sono stati poi discussi due ordini del giorno presentati dal gruppo comunista. Il primo, illustrato dal capogruppo Piergiacomo Tosti, riguardava l'adesione alla manifestazione del 3 ottobre a Roma promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) a difesa della libertà di stampa. Sono intervenuti nel dibattito il capogruppo del Partito democratico Maria Cinzia Montanucci, che ha dichiarato di essere d'accordo con il documento del gruppo comunista, e il consigliere del Popolo della Libertà Antonio Molinari, su posizione nettamente contrarie: “In Italia non c'è nessuna restrizione della libertà stampa, anche perché eccetto ReteQuattro tutti gli organi di informazione sono schierati contro il governo. Aderire alla manifestazione è eccessivo, neanche fossimo sotto governi sudamericani come quelli di Castro o Chavez”. Per Mauro Mancini (Pd), il documento è da sottoscrivere in pieno: “La Fnsi non ha nulla di partitico. Se un organo come questo avverte l'esigenza di manifestare, significa che ci sono segnali preoccupanti, che fanno temere per la libertà di stampa”. Hanno votato a favore Pd, comunisti e socialisti (18 voti), contro il Pdl (2). I lavori sono proseguiti con la presentazione di un ordine del giorno sui problemi della scuola da parte del consigliere Jacopo Galmacci. Nel dibattito che è seguito è intervenuto l'assessore Simona Bellucci: “La riforma Gelmini è incerta, tant'è che alcuni provvedimenti sono stati annunciati e poi non applicati. Basti pensare alle 24 ore della scuola elementare e al maestro unico, decisioni che hanno segnato un passo indietro perché nei decreti attuativi si fa riferimento a un modello che prevede la scelta tra un orario a 27 e uno a 30 ore, anche se poi gli organici sono stati fatti per le 27 ore, quindi scelta non c'è. C'era poi l'abolizione dei plessi sotto i 50 iscritti, ma il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio ha stabilito che la competenza di queste decisioni spetta a Regioni e Province. Alla fine la riforma consiste solo in tagli del personale elevatissimi, perché tutte le cattedre sono state ricondotte a 18 ore e c'è stato un elevamento del numero di iscritti per classi (minimo da 27) per scuole medie e superiori. La conseguenza sono licenziamenti di massa (tecnicamente si tratta di non riassunti, quindi senza nemmeno il diritto a godere degli ammortizzatori sociali) e una confusione enorme”. Per Cinzia Montanucci (capogruppo Pd) la riforma non ha riformato un bel niente: “Solo tagli, solo effetti negativi, solo perdita di posti di lavoro. Danni anche per gli utenti: mancando la compresenza degli insegnanti non si permette più ai bambini di recuperare le lacune accumulate per svariati motivi, mentre è stato azzerato il sostegno per disabili, tanto che in ottobre nelle scuole si cerca di sopperire col volontariato. Un'indecenza per la scuola italiana”. Luigino Orazi (capogruppo del Partito socialista) ha affermato: “Questa cosa dei precari della scuola è uno scandalo. Gente che lavorato 15 anni da precario e si vede sbattuto fuori. Su questi temi serve una sinistra più propositiva, la politica oggi è solo finalizzata a garantire e scegliere leader e poltrone, le alleanze si fanno in quest'ottica. E' il momento di tornare a pensare in via esclusiva ai problemi dei cittadini”. Per Molinari del Pdl, “i numeri dicono tutt'altra cosa. La riduzione è solo di 10mila insegnanti, il maestro prevalente è salutato dalla maggioranza come un fatto positivo, perché il maestro unico è molto più adatto alla didattica della scuola elementare; i bambini hanno un unico punto di riferimento, un'unica figura. Non è casuale se il 70% ha scelto il maestro unico. La riforma ha aumentato il tempo pieno, non è vero che l'ha ridotto. Se le critiche alla riforma Gelmini vengono dai docenti che hanno negato il minuto di silenzio per i morti di Kabul, significa che è ottima”. Giovanni Valdambrini (Pd) ha ribattuto a Molinari: “Disponiamo di dati diversi. In Umbria quest'anno ci sono stati solo due insegnanti assunti per tutta la regione. Sconcertante. Dovrebbe sconcertare anche il Pdl. Settecento persone tra insegnanti e personale amministrativo staranno a casa senza cassa integrazione; ciò comporterà una ricaduta drammatica sulle famiglie e disagi per il servizio scolastico. A Perugia ci sono classi di istituti tecnici con 40 alunni, quando sappiamo che già in classi da 30 persone è impossibile insegnare. Questi fatti dovrebbero indurre in tutti noi una riflessione sul sistema dell'istruzione in Italia, sulla volontà politica del governo che non considera un'infrastruttura la nostra scuola, non investe in ricerca e formazione. Un Paese che fa così non ha futuro”. Il documento contro la riforma Gelmini è stato approvato dai gruppi di centro sinistra (18) e bocciato dal Pdl (2 voti). E' seguita la consegna da parte della Giunta della risposta scritta a una interpellanza del consigliere del Pdl Michele Zurino sull'istituzione del nuovo cinema presso la “Fabbrica moderna” di piazza Marx. Avendo chiesto la risposta per iscritto, non c'è stata discussione pubblica. Al punto 4 il programma dei lavori prevedeva l'elezione del Difensore civico. E' stato confermato fino al 2014 con 18 voti Bruno Moretti. Al punto 5 l'elezione del collegio dei revisori dei conti. Il collegio è stato votato all'unanimità, frutto di un accordo che ha recepito il dettato legislativo che prevede che due membri appartengano alla maggioranza e uno alla minoranza. Sono stati eletti Stefano Baldoni (che è capo dell'ufficio Ragioneria del Comune di Corciano), Paolo Pici e Vincenzo Consiglio (entrambi dottori commercialisti). Il collegio in carica nella passata legislatura era ineleggibile perché tutti i membri avevano raggiunto il limite di due mandati. Al punto 6 l'ordine dei lavori prevedeva la discussione e la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio dell'anno 2009. L'assessore al Bilancio Alessandro Villarini ha spiegato che la ricognizione sullo stato di salute del bilancio di previsione 2009 è obbligatoria per legge e deve essere fatta entro il mese di settembre di ogni anno per verificare lo stato di attuazione ad oggi dei programmi e dei progetti rispetto alle previsioni iniziali di bilancio. “La norma – ha spiegato l'assessore – è imposta dall’articolo 193 del Tuel (Testo unico enti locali) che recita che l’intera gestione contabile dei Comuni deve essere ispirata al mantenimento degli equilibri inizialmente fissati dal consiglio in sede di approvazione del bilancio di previsione. Devono inoltre essere adottati con delibera i provvedimenti necessari per salvaguardare l’equilibrio e il pareggio di bilancio qualora questi manchino. Nel nostro caso il bilancio del Comune non ha avuto bisogno dell’adozione di particolari provvedimenti a tutela della salvaguardia dei suoi equilibri di gestione, non essendo compromesso nè il pareggio di bilancio nè correlativamente la situazione generale finanziaria e patrimoniale, potendosi così provvedere in consiglio solamente a recepire quelle variazioni di bilancio fisiologiche per tutti i Comuni, sia sul fronte delle entrate che delle uscite, sulla base dei resoconti e delle esigenze dei vari responsabili di settore. Ricordiamo infatti che il bilancio di previsione è un bilancio di competenza che non è fatto propriamente di soldi incassati e soldi spesi ma si basa su impegni di spesa e accertamenti in entrata che potrebbero anche non verificarsi o verificarsi in maniera diversa da quanto previsto, richiedendo appunto in sede di riequilibrio delle correzioni che registrino tutta una serie di eventi imprevisti e imprevedibili”. Per la precisione la manovra di riequilibrio al bilancio di previsione 2009 proposta dalla Giunta, e poi approvata dal consiglio, intesa come variazioni effettive delle entrate e delle spese al netto dei contributi erogati dalla Regione e dell’anticipazione di cassa (pari rispettivamente a 741mila e 500mila euro con relativa voce in uscita), ammonta a381mila euro, circa il 2,53% degli stanziamenti del bilancio di previsione. Su tale manovra, che garantisce oltre che gli equilibri di bilancio anche il rispetto del patto di stabilità 2009 ed è corredata del parere favorevole dell’organo di controllo dei revisori contabili, il consiglio dopo ampio dibattito e dopo l’illustrazione delle poste di bilancio interessate, si è espresso in maniera favorevole, poiché nulla è emerso ad ostacolo per l’approvazione della proposta. Il voto ha visto 18 voti favorevoli, uno contrario (Molinari del Pdl) e un'astensione (Zurino sempre del Pdl). Nel dibattito che ha preceduto il voto è intervenuto il consigliere socialista Orazi: “Le risorse sono sempre minori e per questo credo occorra apportare più accortezza nella stipula dei contratti con società che ci offrono servizi, tipo raccolta dei rifiuti o metano. Il mercato è (quasi) libero, siamo in grado scegliere il più conveniente. Per quanto riguarda i programmi, occorre segnalare il degrado del Tevere, che versa in condizioni sempre più precarie. Il Tevere deve essere una risorsa, non un problema. Non trovare cause e spiegazioni, e quindi rimedi, a quello che sta succedendo vuol dire che il fiume è destinato a peggiorare. Si vedono bolle con schiuma azzurra, ma come è possibile.... Possibile che non si trova una causa, ci sarà sicuramente. Bisogna intervenire. Riguardo alla prossima Finanziaria locale, ci saranno ancora meno risorse. L'amministrazione Comunale ha già fatto miracoli per mantenere gli stessi servizi, ma ora bisognerà fare un patto forte con i partiti, parti asociali e associazioni per sviluppare un bilancio condiviso, perché dovranno essere fatte scelte dolorose di fronte ai tagli del governo nazionale”.