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Il Calendario 1998

Edizione dedicata all'associazionismo locale di cui è ricco il territorio

Copertina-del-Calendario-1998

La copertina

Dopo i rioni, che hanno caratterizzato il Calendario-almanacco 1997, protagoniste dell'edizione '98 sono le associazioni cittadine che costi­tuiscono un patrimonio prezioso e irrinunciabile per la nostra comu­nità. Dai partiti ai sindacati, dalle associazioni ricreative e culturali a quel­le d'arma, da quelle sportive a quelle del volontariato sociale e assi­stenziale, coinvolgono migliaia di donne e uomini, giovani e anziani, che in nome di ideali superiori o di una semplice passione si impegna­no attivamente nei più svariati campi della società. A loro va il nostro plauso, nella convinzione che il loro attivismo quotidiano contribuisce a renderci migliori, più consapevoli che un mondo senza ideali e senza solidarietà ci renderebbe solo più infelici e sprone­rebbe alla ricerca dell'effimero.

Naturalmente, per la limitatezza del Calendario, solamente 12 asso­ciazioni hanno trovato collocazione nelle sue pagine. Di questo siamo consapevoli, ma rendiamo merito a tutti coloro che, con il proprio impe­gno, ci aiutano a meglio governare la nostra comunità.

Auguro a tutti un buon 1998.

Gianfranco Becchetti Sindaco di Umbertide

 

Caro amico,

ho voluto dedicare la penultima edi­zione del secondo millennio D.C., che sta per esau­rirsi, alle associazioni spontanee che hanno reso vivo e fertile il nostro tessuto urbano. La voglia e la capacità di trovare motivi per vivere insie­me, in una dimensione più ampia - però non antagoni­sta ma complementare - della famiglia, costituisce pro­babilmente il patrimonio genetico di maggior valore ere­ditato dai padri e costruito con paziente tessitura di col­legamenti duraturi tra le persone, in grado di permeare un ambiente sociale esemplare.

I nostri avi hanno avuto il vantaggio - ed il merito - di operare in una dimensione urbana ottimale e in un sub­strato costituito da consuetudini di vita semplice, parca (talvolta povera), sedentaria, pacifica, incardinata con il territorio e con la collettività: in sostanza, una cultura contadina ed un forte bisogno di convivenza. L'agglomerato urbano - per carità, non chiamiamolo "città" - è provvidenzialmente al di sotto del limite che porta l'individuo a non risultare riconoscibile dagli altri e, quin­di deresponsabilizzato, demotivato; solo. Ma spesso, oggi, i

Ultiman pagina di copertina

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vantaggi del villaggio si pagano con una vita rinchiusa in case-dormitorio teledipendenti, con fugaci ed effimere evasioni nelle città vicine che, forti dei numeri e delle conseguenti risorse movimentabili, orga­nizzano l'evento eccezionale.

I nostri antenati sono riusciti ad inventare nell'associa­zione una formula originale, ricavandosi un proprio ambi­to - del tutto ragguardevole - di autonomia e cercando il resto nelle vicinanze, solo quando indispensabile e con­veniente. La ricetta è semplice, purché nell'orto maturino gli ingre­dienti necessari: un'idea in cui si riconoscano non poche persone; poche di queste con la vocazione di dedicare alla collettività tempo, energia, pazienza, inventiva, in cambio di qualche "grazie" sussurrato nei pochi momen­ti favorevoli e di tante critiche nei lunghi tempi duri. I;ono voluto andare alla riscoperta di queste idee, per valo­rizzarle, e dei protagonisti, per ringraziarli: nella storia di dodi­ci associazioni, che costituiscono l'anima della nostra colletti­vità, hanno girato (e gravitano tuttora) migliaia di persone ed in esse ogni famiglia si potrà riconoscere.

Voglio accennare anche ad alcune altre realtà nella terza pagina di copertina (scusandomi per le involontarie omis­sioni) che, per il momento, non hanno trovato spazio nelle pagine dei mesi: le ricordo per dare un saggio della fecondità dei nostri nonni e per rivolgere a tutti i letto­ri un invito ad avvicinarsi alle associazioni tuttora in vita e ad inventarne delle altre, con nuove idee per nuovi obiettivi.

Il Calendario

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