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La storia

La prima edizione risale al 1992

Adriano-Bottaccioli

Adriano Bottaccioli

La prima edizione del Calendario di Umbertide è del 1992, anno in cui il pittore e grafico Adriano Bottaccioli presentò al Comune il progetto di una pubblicazione, in veste di lunario – almanacco, che raccogliesse tutti gli aspetti delle nostre tradizioni culturali: dal dialetto ai modi di dire; dai proverbi, ai giochi, alle filastrocche, alle cantilene popolari; dai piatti tipici della nostra civiltà contadina, fino ai soprannomi che si davano una volta a  tutti i componenti della nostra piccola comunità.

Il ricco materiale raccolto venne così pubblicato sotto forma di calendario, in una veste grafica curata, con bellissime, accattivanti illustrazioni a commento dei testi.

Il Calendario, alla sua uscita, suscitò grande sorpresa ed enorme successo tra i cittadini, soprattutto tra gli umbertidesi residenti in altre città e all’Estero (ai quali fu puntualmente inviato): e cominciarono ad arrivare al Comune entusiastiche lettere da ogni parte. Tutte le copie andarono a ruba (molte richieste venivano anche da città vicine) e fu necessario allestire una seconda ristampa. 

L’Amministrazione Comunale decise di riproporlo per l’anno successivo ed il comitato di redazione, composto da Mario Tosti, Adriano Bottaccioli, Fabio Mariotti e Amedeo Massetti, iniziò il lavoro per la seconda edizione. Si continuò la ricerca sulle tradizioni popolari e gli aspetti linguistici locali, ma vennero inseriti anche gli “antichi mestieri” e aggiunti “ritratti” di personaggi umbertidesi che, per la loro originalità e simpatia,  avevano lasciato il segno nella memoria collettiva e venivano ricordati da tutti con affetto. Trovarono posto anche ricordi di simpatici avvenimenti paesani o scherzi famosi accaduti vari decenni fa, ma ancora ricordati da molti.  

La-redazione-storica-del-Calendario-di-Umbertide

La redazione storica

La ricchezza dei testi e delle illustrazioni, il valore altamente evocativo di questo secondo calendario, ne decretarono un immediato successo. Anche stavolta fu unanime il favore degli umbertidesi e giunsero lettere di apprezzamento anche da prestigiose università italiane. 

L’ ”Operazione Calendario” proseguì. L’Amministrazione Comunale vedeva in questa iniziativa un importante strumento per rinsaldare ancor di più l’identità ed i valori della comunità e nello stesso tempo per fissare aspetti culturali che altrimenti avrebbero rischiato di perdersi.

Il Calendario del 1994, proseguendo sul tradizionale filone portante, esaminò soprattutto gli avvenimenti della seconda Guerra Mondiale ad Umbertide, con particolare riguardo al tragico bombardamento aereo del 25 aprile di cui ricorreva il cinquantesimo anniversario.

L’anno successivo, il 1995, vide un calendario dedicato ai “grandi mestieri”che hanno caratterizzato la vita della città dal 1900 in poi; i più importanti, quelli che hanno interessato e continuano a interessare generazioni di umbertidesi e quelli che sono scomparsi o rischiano di scomparire in nome di una modernità che troppo spesso calpesta le tradizioni e annulla la creatività.

Nel 1996 la ricerca sulle tradizioni popolari si allargò a dodici Comuni altotiberini, umbri e toscani (Anghiari, Citerna, Città di Castello, Lisciano Niccone, Monterchi, Monte S. Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, Pieve S. Stefano, San Giustino, Sansepolcro, Umbertide). Nacque il Calendario dell’Alta Valle del Tevere, distribuito in moltissime copie dall’editore Cerboni di Città di Castello.

Il Calendario 1997 fu dedicato alla riscoperta degli antichi rioni di Umbertide, con i personaggi, i mestieri, i giochi che animavano i vicoli e le piazzette di sessant’anni fa.

Il 1998 è stata la volta delle associazioni storiche di Umbertide che hanno costituito l’anima della città ed hanno coinvolto nella loro attività ricreativa, sociale, culturale, sportiva, migliaia di persone.

Dal 1999 l’argomento conduttore del Calendario si è spostato verso la ricerca storica su Umbertide, basandosi sul ricchissimo materiale raccolto in decenni di appassionata ricerca da Renato Codovini. Si è cominciato ad esaminare approfonditamente  i monumenti e le più antiche opere difensive del passato, fornendo spesso notizie inedite, come ad esempio quelle sulla torre “Saracina” all’inizio del ponte, sulla Collegiata, sulle mura castellane, sulla porta di San Francesco, sulla grande diga trecentesca sul Tevere. Numerose notizie anche sulle frazioni di Umbertide, come Preggio, Pierantonio, Montecastelli.

Nel Calendario di fine millennio, l’Ottocento è stato il tema portante. La Fratta ottocentesca, pur con la necessaria brevità,  è stata esaminata in tutti i suoi aspetti: la pubblica sicurezza, l’amministrazione del Comune, la viabilità e le comunicazioni, l’agricoltura, le associazioni e le istituzioni, la musica, il teatro e il tempo libero, le attività industriali, il commercio, la sanità, l’istruzione pubblica, il servizio postale, i trasporti, la popolazione. Uno spaccato di vita inedito che ha appassionato moltissime persone. Le scuole elementari e medie lo hanno adottato come fonte di notizie per ricerche storiche sul nostro recente passato.

Nel 2001 si è celebrato il decennale del Calendario con un’edizione speciale che riportava nella sua copertina tutte quelle dei suoi predecessori. L’argomento conduttore era la Fratta del Settecento.

Sempre proseguendo sul filone storico, si è giunti al calendario del 2002, che trattava della Fratta nel Seicento, fornendo notizie di grande interesse sulla vita della nostra piccola città fortificata nel XVII Secolo. Vi comparivano i famosissimi “fabbri della Fratta”, i vasai con le loro pregiate ceramiche. Vi era descritto il modo di vivere, di vestirsi, di diversi. La scuola, la musica, il teatro, gli “alberghi”. La vita e le poesie di Filippo Alberti, famoso poeta e letterato di Fratta amico di Torquato Tasso. Numerosissime curiosità. Vi erano riportati i nomi delle famiglie del Seicento e le loro vicende. Infine un’accurata e appassionante esposizione della “Guerra del Granduca” che investì Fratta nell’autunno del 1643. L’assedio dell’esercito Toscano, le fortificazioni, la difesa delle mura, la grande piena del Tevere. Fino all’esultanza generale per lo scampato pericolo.

Non meno interessante fu l’edizione del 2003, con la presentazione della vita laboriosa della Fratta del Cinquecento. Vi fu pubblicata la prima “fotografia” che ci lasciò Cipriano Piccolpasso nel 1565, riprodotta per la prima volta dall’originale – conservato nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma – col sistema digitale. La qualità dell’immagine ingrandita fornì dettagli che non era stato possibile osservare con le precedenti riproduzioni fotografiche; emersero molti particolari del castello e del Borgo Inferiore, con aspetti interessantissimi della struttura architettonica, delle fortificazioni militari, delle attività produttive di Fratta. Davvero emozionante.  

Il Calendario del 2004 fornì notizie sorprendenti sulla Fratta del Quattrocento. Il soggiorno di Pico della Mirandola nel nostro piccolo borgo, scelto come luogo ideale per scrivere il “manifesto del Rinascimento”; la presenza di una prestigiosa comunità ebraica; i tanti personaggi importanti di rilievo nazionale che qui nacquero, come l’illustre giurista Giovanni Pachino e l’archiatra pontificio Andrea Cibo. Notizie sempre tratte dalle preziose ricerche di Renato Codovini.  

Dopo le tradizioni popolari, il dialetto, gli antichi mestieri e la ricerca storica. si è aperta una nuova fase con il 2005. Il Calendario di quest’anno ha infatti aperto il filone delle immagini ripreso anche da quelli del 2006 e 2007. Le immagini più importanti per ognuno. Una storia fotografica delle famiglie umbertidesi nei momenti più significativi della vita. Edizioni che hanno riscosso straordinario successo per il senso di intimità e l’alto valore evocativo che sono riuscite a creare.

Il Calendario 2008 è stato dedicato invece alla conoscenza e valorizzazione di importanti opere d’arte nel nostro Comune. In ogni pagina del mese si è trattato di una delle grandi opere che fanno parte del patrimonio artistico della città e del territorio. Il Signorelli, il Pomarancio, il Pinturicchio, Nero Alberti, Corrado Cagli, Ernesto Freguglia: i grandi artisti che hanno lasciato traccia del loro lavoro ad Umbertide. Splendida anche la veste grafica in cui il lavoro è stato realizzato.

Nel 2009, invece, il Calendario ha fatto da guida alla visita del Palazzo Comunale, la lussuosa dimora dei marchesi Bourbon di Sorbello, dal 1841 sede degli uffici dell’amministrazione locale. Un’illustrazione dettagliata di questo storico edificio, cuore della vita pubblica umbertidese, di tutte le caratteristiche architettoniche, ed i notevoli pregi artistici. Oltre alla descrizione del piano “nobile” - sede delle sale del Sindaco, del Consiglio e della Giunta – ricco di sculture ed affreschi, anche immagini e piantine particolareggiate per migliorare la conoscenza di tutti gli uffici che ogni giorno forniscono servizi ai cittadini.

L’edizione del 2010 ha cambiato del tutto argomento, rivolgendo l’attenzione al mondo del lavoro, al vasto mondo produttivo del nostro territorio. Botteghe e officine, fabbriche e aziende agricole, cantieri, scuole, ospedali, negozi. Artigiani ingegnosi e creativi che qualificano il nostro mondo produttivo, imprenditori competenti e appassionati che affrontano sacrifici e rischi per la propria azienda. È stato sorprendente scoprire l’altissimo livello tecnologico di alcune imprese e che certi prodotti per marchi di importanza nazionale, come Fiat. Maserati e Ferrari, vengono fabbricati proprio ad Umbertide.

Il Calendario del 2011 si è dedicato al Tevere, cui la vita della nostra città è stata sempre legata. La storia di Fratta sul fiume, sicura difesa militare e portatore di piene e distruzione; le figure caratteristiche, le lavandaie, i pescatori, i “renaioli”, gli “acciaccabrecce”, i carrettieri. I personaggi che vivevano in simbiosi col fiume, i sistemi di pesca, la flora e la fauna fluviale, la cucina del Tevere. Infine, gli avvenimenti storici sul Tevere, dall’assedio dell’esercito Toscano nel 1643 al bombardamento aereo del 1944 che mirava alla distruzione del ponte. Fantastiche le illustrazioni: un calendario altamente evocativo.

Brindisi-con-il-Calendario

Brindisi e auguri

L’edizione del 2012 ha celebrato i vent’anni del calendario, con un numero speciale che ha ripercorso la storia del lunario umbertidese anno per anno, con una cavalcata appassionante a ritroso nel tempo.

 

Amedeo Massetti

 

 

 

 

 

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