Con la denuncia dei redditi quest'anno i cittadini, firmando per il 5 per mille dell'Irpef, potranno sostenere le politiche sociali del Comune di Umbertide. Fare questa scelta significa dare maggiori possibilità al proprio Comune di migliorare i servizi sociali rivolti ai cittadini, sostenere le famiglie, gli asili nido, l’assistenza agli anziani e ai disabili, le attività culturali e ricreative, il volontariato. Significa quindi sostenere tutti quei servizi sociali che permettono di migliorare la qualità della vita delle persone ad Umbertide. Al fine di condividere i progetti che l’amministrazione comunale intende promuovere con le risorse che perverranno all’ente a seguito delle scelte operate dai propri cittadini e di darne la più ampia diffusione a tutti i contribuenti, il Comune ha promosso un incontro con tutti i fiscalisti e commercialisti del territorio che si terrà oggi, martedì 4 maggio, alle ore 15 presso la sala giunta della residenza comunale. All'incontro prenderanno parte il sindaco Giampiero Giulietti e l’assessore alle Politiche sociali Stefania Bagnini. Per l’anno 2010 è nuovamente possibile destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta sul reddito a sostegno delle attività sociali e assistenziali svolte dal proprio Comune di residenza, attraverso una scelta, su base assolutamente volontaria, da effettuare in sede di dichiarazione dei redditi 2009. Destinare il 5 per mille al Comune è una scelta che non comporta nessun costo aggiuntivo per il cittadino, non esclude in nessun modo la destinazione dell'8 per mille e per il Comune costituisce invece un'importante risorsa da destinare ad interventi in campo sociale. Tutti i cittadini, in possesso di redditi di lavoro dipendente, autonomo o assimilato e i pensionati possono destinare il 5 per mille al Comune, indicando nella casella apposita presente in tutti i modelli di dichiarazione (Cud 2010, modello 730/2010 e Unico 2010) il proprio Comune. Devolvere il 5 per mille avrebbe quindi una funzione sociale non indifferente, in quanto tutti i Comuni aderenti hanno optato che l’intera somma vada a beneficio dei corrispettivi servizi sociali. Questa iniziativa viene proposta ai cittadini al fine di poter far fronte a questo critico momento a livello economico, creato dal taglio sul fondo sociale da parte del governo. Dal momento che le amministrazioni comunali stanno soffrendo si è pensato di coinvolgere i cittadini in prima persona, solitamente sempre sensibili a tematiche sociali, facendogli capire l’importanza di devolvere tale somma a un servizio essenziale per l’intera comunità. Ci sono prove tangibili dell’utilità della donazione, perchè questa possibilità avvenne già nel 2006. Grazie ai fondi raccolti tramite il “5 per mille” fu possibile sostenere servizi dedicati alle persone disabili. Da tutto questo si evince che lo scopo principale è quello di aiutare il compito dei servizi sociali e consequenzialmente quella categoria di persone in difficoltà: bambini, giovani, donne, anziani, disabili, famiglie, chiunque si trovi in uno stato di necessità e che implichi un’assistenza.
Sono passate le elezioni regionali. E' iniziato il consueto teatrino per piegare i numeri a proprio uso e consumo. Mi limito a rilevare che Catiuscia Marini e il centro sinistra che la sosteneva a Umbertide ha ottenuto il 72,48% dei consensi, il Partito democratico sfiora il 60%. In compenso abbiamo ricevuto proteste dal Pdl perchè nel fornire i dati in diretta sul voto nel nostro sito internet non abbiamo valorizzato il dato di Preggio. Ci sono stati tanti e tali commenti sul risultato elettorale di Umbertide come se per qualcuno si stesse giocando una partita tra il bene e il male. Da Sindaco ritengo importante che la nostra città sia quella con la maggiore partecipazione al voto di tutta l'Umbria (72%). Per il resto registro una netta affermazione del centro sinistra, un ulteriore rafforzamento del Pd e un giudizio complessivamente positivo sulla compattezza, coerenza e serietà del gruppo dirigente di questa città.
Nei prossimi giorni il Comune pubblicherà i 17 numeri di un periodico uscito a Umbertide a fine Ottocento: “Facanapa”. Tra le piccole perle di cui si era persa memoria, c’è un quindicinale locale che vide la luce ad Umbertide dal 3 dicembre 1893 al 15 luglio 1894: 17 numeri in tutto. La breve raccolta è stata donata al Comune che ha provveduto alla riproduzione affidandone il compito alla indiscussa capacità grafica dell’editore Corrado Petruzzi. Il titolo della testata, “Facanapa”, è preso in prestito da una maschera veneta che furoreggiò tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in molte parti d’Italia. Si tratta di un documento prezioso che valeva la pena riprodurre e diffondere per testimoniare lo scrupolo di una comunità cui è sempre stato a cuore il controllo degli addetti alla cura dei pubblici uffici. E’ difficile individuare i componenti della redazione del foglio perché i nomi sono storpiati e sillabati alla cinese; ma alcuni soggetti sembrano riconoscibili e soprattutto traspare chiara l’area politica di appartenenza. Si tratta di penne brillanti e felici, vicine al gruppo eterogeneo di repubblicani e socialisti, affiancato da qualche liberale progressista, che in quel tormentato fine Ottocento veniva indicato con il termine più generico di “democratico”, con evidenti trasporti per le logge massoniche. Dietro quei nomi cinesi, considerato l’uso efficace di un’ironia mordace, ma sempre corretta e rispettosa dell’avversario politico, si cela quasi certamente la competenza giuridica, politica e amministrativa dell’avvocato Francesco Andreani, la passione del socialista Giuseppe Guardabassi e di altri ancora, professionisti e artigiani, che miravano a colpire con fermezza le anomalie amministrative senza mai delegittimare l’avversario. E’ un esempio di sano e corretto uso della politica da reintrodurre alla svelta nei copioni attuali. La ragione più intima della nascita del giornale è riposta nello strapotere pericoloso, privo di freni e di controlli, che aveva assunto il segretario comunale del tempo: Giacomino Dal Bianco. L'opera la presenteremo venerdì 5 marzo alle ore 17.30 al museo di Santa Croce nel corso di un incontro dal titolo "Tra satira e impegno civuile, storia di un giornale ritrovato". Presenterà l'incontro lo storico Roberto Sciurpa e interverranno i quattro direttori dei giornali umbri. Coordinerà il dibattito il presidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria Dante Ciliani. Sarà l'occasione per vedere come i giornali cittadini di una volta erano molto meglio di quelli di oggi.
In questi anni l'amministrazione Comunale ha puntato con grande decisione sul recupero dei corsi d'acqua, investendo cospicue risorse. I nostri corsi d'acqua da problema ambientale sono diventati una risorsa economica e sono tornati ad essere luoghi di svago per il nostro tempo libero. Una interessante ricerca condotta dalla scuola elementare “Di Vittorio” nelle classi terze ha messo in risalto come le diverse generazioni si rapportavano al Tevere. E' stato sottoposto un questionario che ha coinvolto le famiglie, impostato sul rapporto col Tevere quando i nonni e i genitori avevano 10 anni. Se per i nonni era luogo di divertimento, per i genitori era diventato un luogo da cui stare alla larga perché ritenuto malsano. I bambini di oggi lo vedono come luogo più simile a quello vissuto dai propri nonni. Un'indagine che conforta il lavoro compiuto in questi anni, simboleggiato da luoghi come il parco “Lido Tevere”, ma arricchito da numerosi altri investimenti che hanno riguardato la riqualificazione di fossi e torrenti. I tentativi maldestri di sedicenti “architetti”, che con malafede muovono critiche assolutamente prive di fondamento, non possono offuscare il lavoro concreto di questi anni che ha portato al recupero e alla valorizzazione dei corsi d'acqua che hanno fatto la storia della nostra città e che oggi possono aiutarci a scrivere un futuro migliore. E' nato un rapporto nuovo tra gli abitanti e i corsi d'acqua, un riavvicinamento tra fiumi e territorio. E' come se le opere realizzate dall'ente pubblico avessero favorito il riappropriarsi di una parte importante di territorio che sembrava dimenticata. Lo sviluppo di sentieri in aree naturali di particolare pregio ha contribuito a far diventare ancora più godibile il nostro territorio.
Il Comune di Umbertide anche per il 2010 si conferma un Comune virtuoso sul piano della gestione dei beni pubblici, amministrando con la logica del padre di famiglia, non sprecando un euro di quello che faticosamente si è guadagnato. Il Comune di Umbertide vuole essere un muro di vetro, trasparente, in modo che la verità dei fatti offuschi l'olezzo delle menzogne. Il Comune di Umbertide anche per il 2010 si conferma un Comune virtuoso sul piano della gestione dei beni pubblici, amministrando con la logica del padre di famiglia, non sprecando un euro di quello che faticosamente si è guadagnato. E' un fatto che anche quest'anno non c'è stato un aumento di una tassa o di un servizio. Si fa un gran parlare delle indennità degli amministratori pubblici. Le indennità percepite dagli amministratori locali sono tra le più basse dell'Umbria. Il Sindaco, rinunciando all'aspettativa, è tornato al proprio posto di lavoro portando al Comune di Umbertide un risparmio di oltre 35mila euro. La politica per qualcuno è mestiere, per altri solo un pezzo importante della propria vita. Il lavoro e l'impegno per la propria comunità sono la miglior risposta alle meschinità. Il Sindaco di Umbertide, per il suo lavoro come pubblico amministratore, percepisce un'indennità di mille euro al mese. Tutti i pubblici amministratori del Comune di Umbertide (Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali) percepiscono tutti insieme in un anno meno di un qualsiasi dirigente di un'azienda pubblica o privata. Soprattutto nei momenti di difficoltà e di crisi sarebbe utile dire la verità e non nascondersi dietro le menzogne.
La scelta dell’Amministrazione Comunale è quella di non aumentare tasse, tariffe ed imposte.
In questo bilancio di crisi e difficoltà l’Amministrazione Comunale di Umbertide sceglie di non gravare sulle famiglie già provate dall’insipienza del Governo che taglieggia gli Enti locali (quest’anno mancheranno 250mila euro per l’Ici che il Governo doveva dare ai Comuni) e fa lievitare i costi della vita alle famiglie italiane.
Abbiamo, inoltre, scelto di bloccare anche l’automatico adeguamento ISTAT, scegliendo di attendere il prossimo anno, proprio per dare un segnale agli umbertidesi.
Certo, dovremmo affrontare ulteriori sacrifici in termini di servizi, investimenti e manutenzioni, ma non saranno toccati i servizi alle persone e alle famiglie in difficoltà.
Affronteremo il momento di crisi mettendo a reddito il nostro patrimonio immobiliare, mettendo sul mercato le aree disponibili negli insediamenti produttivi.
Continueremo nel lavoro di recupero dell’evasione (già oltre un milione gli incassi) potenziando ulteriormente il lavoro di accertamento tributario ed edilizio.
Favoriremo chi vuole investire nelle aree industriali consentendo rateizzazioni per un anno senza indicizzazioni ed interessi.
Insomma un bilancio austero, per un anno difficile e speriamo di transizione ma che non rinuncia a volgere lo sguardo al futuro.
Energie rinnovabili, ambiente, consumo razionale del territorio, riqualificazione urbana: sono questi alcuni elementi del nostro programma ai quali non solo non vogliamo rinunciare, ma sui quali continueremo a lavorare ed investire in intelligenze e risorse per costruire insieme un nuovo modello di sviluppo partecipato e condiviso.
Il Governo ci penalizza, la situazione economica è difficile, ma Umbertide è sul pezzo e tra i problemi della gente.
In questi giorni c’è stata almeno una discussione che può aiutarci ad essere un partito autentico e riformista. Era da diverso tempo che non si assisteva ad una discussione di questo tipo e quando si discute un passo avanti nella direzione del confronto è stato sicuramente fatto.
Da troppo tempo siamo ammalati di autolesionismo, sono almeno tre anni (per quanto mi riguarda l’ultimo dei Ds e poi i primi due del Pd) che facciamo scelte al ribasso più legate all’obbedienza e alle singole convenienze che alla qualità. Una volta si è troppo giovani, un’altra volta troppo caratterizzati, un’altra volta ancora troppo autonomi, poi alla fine si diventa vecchi: insomma abbiamo avuto troppo spesso una discussione che più che far emergere una nuova classe dirigente ha fatto emergere portaborse e autisti. Dalle mie parti, però, si dice che gli sciocchi fanno più danni della grandine.
Ora il congresso è finito, le magliette possiamo togliercele, le mozioni hanno concluso la loro ragione d’essere ed, alla luce del risultato, occorre serietà e responsabilità per far partire davvero e tutti insieme il Pd auspicando meno incomunicabilità e più buon senso, quel buon senso, per dirla con Bersani, che a volte supera anche i regolamenti.
Devo dare atto a Lamberto Bottini che in queste prime assemblee, dopo il congresso, un po’ di gusto per la politica si è riaffacciato e penso che sia più utile un confronto, anche se a tratti aspro, piuttosto che un dibattito tutto incentrato sui regolamenti. Siamo passati dai regolamenti alla politica e se riusciamo ad essere davvero gruppo dirigente qualche regolamento potremo anche non utilizzarlo. E non per paura delle primarie, anzi. Le primarie possono far paura a che non è abituato a chiedere ed ottenere voti. Ho sentito parlare anche di primarie per il cosiddetto Listino, visto che la legge deve essere approvata io eviterei il listino più che pensare alle primarie per la sua formazione.
Comunque un gruppo dirigente se trova una sintesi autorevole, viste le recenti esperienze legate ai Comuni, può anche evitare di farsi del male. Ma prima di parlare di persone bisognerà pur affrontare qualche tema, gli slogan nel dibattito non sono mancati ma alle i intenzioni occorre far seguire dei contenuti.
Viviamo situazioni sociali ed economiche allarmanti, l’Alto Tevere sarà anche il nord-est dell’Umbria ma quando c’è la crisi la sente il Nord-Est, la sentono i luoghi dove c’è più impresa e si lavora mica quelli baciati dal pubblico impiego. Qualcuno nel dibattito ha detto che basta con il policentrismo ma attenzione la ricchezza dell’Umbria sono i territori, dove si lavora, si produce, si investe in ricerca e tecnologia, non solo dove si spende quello che gli altri producono e che, francamente, in questi anni non hanno eccelso nella produzione di gruppi dirigenti.
Occorre avere più coraggio, fare tutti insieme scelte forti su temi fondamentali come l’ambiente, l’energia, l’urbanistica, i trasporti. Penso ad aziende uniche sulla gestione dei rifiuti, sulla distribuzione dell’acqua, sui trasporti valorizzando il patrimonio regionale (Fcu in primis). Ma penso anche ad un’attenta politica energetica e agli Ati di prossima costituzione da parte del ministero sul Gas. Ma penso anche all’Urbanistica nelle nostre città: che straordinario segnale potremmo dare se tutti i comuni, in accordo con la regione e le province, stipulassero una sorta di moratoria dei nostri piani regolatori per bloccare per qualche anno gli indici di edificabilità dei nostri territori ripensando tutti insieme ad un nuovo sviluppo sostenibile del territorio che coniughi energie rinnovabili, bioedilizia ed un uso più accorto delle nostre risorse naturali. MICA sono scelte rivoluzionarie.
In questi anni si è fatto molto e molto ancora c’è da fare. L’Umbria, pur attraversata da profonde trasformazioni politiche e da momenti complicati sul piano economico e sociale, è riuscita a tener ferma e diritta la barra del governo regionale e credo che non si possa non riconoscere autorevolezza e capacità di incidere alla guida del governo umbro.
E partendo da questo giudizio dobbiamo riuscire a coniugare una visione politica strategica di prospettiva con un’energica azione di governo. Quindi costruire insieme un gruppo dirigente rinnovato e autorevole portando l’Umbria nel futuro e tenendola legata al Centro-Nord e non al Centro-Sud. Una visione strategica e di prospettiva che non può essere un problema solo di chi è chiamato a guidare la coalizione ma della quale anche questa assemblea deve farsi carico. Ed il problema della classe dirigente è una questione che affligge non solo la politica, ma anche l’imprenditoria, l’Università e il sindacato, non sfuggirà a nessuno che tutti si preoccupano dei soggetti già garantiti e molto meno si interessano di quelli senza rete.
Guardiamo avanti pensando a come vincere bene le elezioni, a come convincere i cittadini a riconsegnarci la loro fiducia.
Con una discussione franca potremo giungere a qualsiasi considerazione finale ma avremo fatto il bene dell’ Umbria e ci saremo presi le nostre responsabilità senza aspettare che vengano da fuori a toglierci le castagne dal fuoco. Abbiamo bisogno di guardare avanti, lasciandoci alle nostre spalle posizioni di rendita, pensando a chi con maggior autorevolezza potrà governare l’Umbria, costruendo ed accompagnando un nuovo gruppo dirigente.
Evitiamo di tornare a due anni fa, quando è iniziato il processo di costruzione del Pd, insieme facciamo per l’Umbria le scelte migliori.
“Entro l'autunno riaprirà il cinema a Umbertide”. Era lo scorso giugno, l'indomani dell'annuncio della chiusura del cinema Elios, quando pronunciai queste parole che ad alcuni sembrarono un po' temerarie. In effetti non era facile in pochi mesi trovare una soluzione alternativa all'improvvisa "scomparsa" dell'Elios, che ha cessato definitivamente l'attività per problemi legati all'affitto dei locali e alla volontà dei gestori. Invece, a distanza di appena cinque mesi, ci troviamo a festeggiare la nascita di "Metropolis". La sala è ubicata presso i locali della Fabbrica Moderna in piazza Carlo Marx (ex chiesa di Cristo Risorto) e consta di 99 posti a sedere. La sala prevede dispositivi di proiezione audio/video di ultima generazione, capaci di garantire una fruizione confortevole e al passo con i tempi. La sala sarà aperta sei giorni alla settimana, garantendo una programmazione regolare di film di qualità. L'intento è quello di riportare presso il pubblico umbertidese il gusto per il grande cinema e l'interesse verso gli aspetti peculiari di questo mondo, mantenendo sempre aperto un canale di comunicazione con la cittadinanza e offrendo eventi e incontri con i protagonisti e i nuovi volti che agitano il mondo della settima arte. Confidiamo che lo sforzo compiuto dal Comune per tenere viva questa istituzione culturale trovi il consenso dei cittadini e soprattutto degli spettatori.
Il bilancio partecipativo è una fondamentale occasione di confronto sulla programmazione annuale e pluriennale dell'ente. Per quanto riguarda il bilancio del 2010 stiamo lavorando, confrontandoci con i cittadini e le associazioni, su un bilancio che non gravi ulteriormente sulle famiglie e che non preveda alcun taglio ai servizi essenziali, sulla scia del buon governo che contraddistingue il nostro territorio. Gli incontri del bilancio partecipativo sono assolutamente aperti, perché non temiamo approfondimenti o discussioni di alcun tipo. Gli incontri servono per orientare la politica di bilancio del Comune, sono uno spazio della cittadinanza per stringere il rapporto con gli eletti che amministrano la cosa pubblica. Il bilancio partecipativo è un processo volontario, non ce lo impone la legge, ma per noi ha un'importanza civica enorme, perché permette di riportare la politica al centro della vita della comunità. Consente di non far calare dall'alto decisioni già prese, permettendo ai cittadini di incidere sulle scelte dell'ente. Ed è anche uno strumento importante per smussare eventuali problemi di ordine sociale e per rendere coscienti cittadini di cosa significa amministrare un ente pubblico, dove le risorse non sono illimitate. Un concetto su cui è importante confrontarsi. Occorre discutere di priorità, per orientare poi la nostra politica di bilancio.


