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Replica alla nota di "Ciliberti, Tavernelli & C" su Ati 1 e Piano dei Rifiuti

In risposta alla nota di alcuni esponenti del Pd tifernate, che per brevità chiamerò "Ciliberti, Tavernelli & C", mi preme sottolineare alcune questioni:

1) L'Assemblea dell'Ati 1 ha adottato il Piano d'Ambito dei Rifiuti già da qualche tempo ed in questi giorni i diversi Consigli Comunali si stanno esprimendo al fine di giungere rapidamente all'approvazione definitiva dello stesso da parte dell'Assemblea medesima. Il Piano delinea e programma le scelte future dell'Ambito individuando e localizzando la necessaria tecnologia che servirà all'Alta Umbria e a tutta la regione. Al termine di questo percorso, tramite gara pubblica, verrà individuato il soggetto gestore chiamato a dare corpo alle scelte definite nel Piano d'Ambito. Non sfugge a nessuno la rilevanza, anche in
termini occupazionali, delle realtà imprenditoriali che si muovono in Alta Umbria nel settore dei rifiuti ma all'Assemblea dell’Ati spetta il compito di programmare, gettando le basi per le scelte in conseguenza delle quali i preposti uffici dell’Ati dovranno costruire il bando pubblico per l'individuazione del soggetto gestore.

2) In merito ad alcune considerazioni circa il comportamento del Comune di Umbertide, mi trovo a dover rispondere ad alcune inesattezze e siccome, per trasparenza,  e a differenza degli estensori della nota, io preferisco indagare vorrei ricordare come il Comune di Umbertide ha sempre scelto l'azienda che gestisce il servizio dei rifiuti tramite gara ad evidenza pubblica. E' chiaro EVIDENZA PUBBLICA. L'ultima gara è stata impugnata da una società di cui il Comune di Umbertide era socio anche dinanzi al TAR dell'Umbria e il TAR ha confermato la correttezza dell'assegnazione del Comune di Umbertide. Ora quella stessa società ha, legittimamente, fatto ricorso al Consiglio di Stato e il Comune di Umbertide, che legittimamente nel frattempo è uscito da detta società ravvisando un qualche elemento di incompatibilità nei vari comportamenti tenuti, attende con rispetto il giudizio della Magistratura.

3) In ultimo, condivido che chi amministra e fa politica (e le due cose non sono scindibili) debba prendere decisioni nell'interesse esclusivo dei cittadini, dei servizi ad essi erogati e cercando di diminuirne il costo. Condivido, altresì, che  non possono essere le aziende operanti nel settore dei rifiuti, indipendentemente dalla collocazione geografica, a definire la politica ambientale dei nostri territori. Su questi temi più che "furbetti", nel tempo mi è capitato di incontrare improbabili "furboni".